lunedì 9 gennaio 2017

COMPETENZE E PARTECIPAZIONE

L’amministrazione degli enti locali oggi richiede un elevato livello di competenze, molto più che in passato. Non sono sufficienti l’onestà e l’impegno, che restano dei pre-requisiti indispensabili. La dimensione del governo locale impone modalità nuove che devono prevedere moduli organizzativi conformi ad una gestione adattativa che consideri, da un lato, il drastico calo delle disponibilità finanziarie e dall'altro le molteplici opportunità offerte dalle semplici sinergie sino agli accordi con enti, associazioni o comunque soggetti, sia pubblici che privati. Progettazione e programmazione degli interventi e delle erogazioni costituiscono, oggi, la chiave di volta sia per costruire rapporti proficui che per il fund raising. Con una semplice metafora cercherò di chiarire meglio la mia esposizione, riferendomi alla fisiologia delle piante. Se ad un albero viene a mancare l’acqua, la prima reazione sarà il disseccamento delle foglie e dei rami periferici della chioma. Ma nei casi di siccità la sua salvezza non dipenderà esclusivamente dal ritorno, auspicabile, dell’acqua, ma anche dalla possibilità che le radici abbiano trovato, in profondità, terreno umido che consenta la loro sopravvivenza. Si tratta, per le organizzazioni complesse, di creare meccanismi flessibili che consentano cambiamenti rapidi quando si rendono necessari per mantenere le proprie finalità. La vera sfida resta però quella di attivare questi meccanismi coniugandoli alla partecipazione, il punto nodale della politica che, con i partiti, ha toccato il punto di non ritorno. Fra l'avanzare dell'autoritarismo ed una maggiore partecipazione ed impegno per i beni comuni, quale appare la soluzione più auspicabile?

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