domenica 30 dicembre 2012

diverso è possibile: L'arida terra di nessuno

diverso è possibile: L'arida terra di nessuno: L'attesa pare vana. Ancora nulla all'orizzonte di un panorama politico desolante. Come possiamo credere alla lista di Monti, un grigio ...

L'ARIDA TERRA DI NESSUNO


L'attesa pare vana. Ancora nulla all'orizzonte di un panorama politico desolante. Come possiamo credere alla lista di Monti, un grigio contabile che, nella sua agenda, ha inserito esclusivamente il pareggio di bilancio, come fu per Quintino Sella pochi anni prima che Bava Beccaris ordinasse di far fuoco sulla folla che chiedeva il pane? Ora, con Casini, non proprio una verginella di quella vieta politica da tutti, a parole, aborrita, ha smesso, per lo meno, un aggettivo improprio, quel "tecnico" a cui nessuno credeva veramente. Il PD, che ha condiviso questo scorcio di stagione politica deprimente, ha perso ogni credibilità: per quale ragione oggi si candida a governare quando, caduto Berlusconi, aveva l'occasione di dimostrare le proprie capacità e competenze per risollevare il Paese dalla spirale negativa in cui è caduto? Non è forse nei momenti più drammatici che la politica deve dare delle risposte? Ha preferito che altri prendessero decisioni in parte sbagliate, comunque dolorose. Ora reclama a gran voce lo scettro. Che dire di Bebbe Grillo se non che ha rivelato la sua vera natura: un autocrate con il vezzo del copyright, privo di cultura e senza idee, dall'espulsione facile. Di Berlusconi è meglio non parlare. Resta, allora l'amarezza, in questa terra meravigliosa e orribile, di non avere riferimenti politici cui guardare con interesse e speranza. Non resta che ripartire da noi stessi, con le mani nude.

sabato 22 dicembre 2012

LE FESSERIE DELLA LEGA

Antonio de Curtis, in arte Totò, in un celebre sketch cinematografico, affermò "Quello che ho detto ho detto. E qui lo nego!" Anche se la comicità non dovrebbe mai connotare l'azione politica, così è Lega a Cantù. Dopo aver proclamato, in campagna elettorale, che erano stati commessi alcuni errori gravi nel mandato di Tiziana Sala (e tra questi la speculazione edilizia incontrollata), dopo essersi astenuti sulla revoca del PGT in Commissione urbanistica (sia pure con il voto favorevole dell'alleato, Paolo Frigerio) ed in Consiglio Comunale, ecco il verdetto finale: quel PGT era da approvare e Lavori In Corso è responsabile del blocco dell'attività edilizia. Brianza dovrebbe però chiarire cos'è la coerenza e sarebbe interessante capire se quel PGT, che non ha votato, costituiva, secondo il suo giudizio, il toccasana per la città. Forse la spiegazione giunge dalle sue stesse parole che dimostrano la non conoscenza della disciplina urbanistica. Forse il Consigliere Brianza non sa che il PGT adottato non è suscettibile di modifiche, se non in modo assai limitato. Come ha recentemente osservato il Consiglio di Stato, a fronte di una scelta urbanistica, a suo tempo ritenuta motivata ed oculata, che ha trovato un’adeguata ponderazione e un ragionevole contemperamento degli interessi contrapposti in sede di istruttoria dello strumento urbanistico, fino alla sua adozione, è censurabile la diversa scelta in sede di approvazione, in assenza di questioni nuove. In buona sostanza non possono essere considerate idonee a modificare l’originale decisione né l’osservazione di un terzo, né il parere della Provincia (se meramente orientativo), né le osservazioni di ASL e ARPA che avevano già trovato soluzione in sede di VAS. Dunque, quelle scellerate decisioni di espandere, ulteriormente la superficie urbanizzata non potevano che essere fermate con la revoca. Diversamente il Consiglio comunale avrebbe dovuto approvare un piano che consegnava la città ad una nuova stagione di ingiustificato consumo di suolo. Dica Brianza se il minore dei mali è il blocco dell'attività edilizia (decretato dalla follia della maggioranza in Regione - Lega e PDL - che ha previsto un termine insensato) per alcuni mesi o la la ripresa dei palazzi nei cortili, in assenza di accessi e di parcheggi. Spieghi Brianza di chi è la responsabilità dopo sette anni di valzer indegni ed un milione di euro gettati dalla finestra. Non si nasconda dietro la barzelletta del segreto: è del tutto evidente che nella fase di indirizzo tocca alla maggioranza individuare gli obiettivi. Infine rinsavisca perché - altro che scuse - alla Lega non basterebbero anni di genuflessioni per farsi perdonare da Cantù quella fiducia mal riposta e quella voglia di cambiamento finita nel lordume dei pranzi di nozze e dei freezer del Trota.