sabato 27 aprile 2024

L'EPILOGO NEL CONSIGLIO MARGINALE

Concludo la mia esperienza in Consiglio, al termine di cinque anni di mandato in cui il nostro gruppo consiliare ha svolto un ruolo essenziale di controllo e di pungolo, contribuendo, nelle rare occasioni in cui le Commissioni hanno potuto svolgere le proprie funzioni istruttorie, con contenuti importanti ed  autonomi nell’interesse della città.

Il mio giudizio negativo nei confronti della maggioranza non cambia: senza investire il livello personale, ritengo che l’Amministrazione, pur nelle contingenze e difficoltà della pandemia, abbia continuato con una navigazione senza prospettive, progettualità e programmazione e soprattutto senza indirizzi, subendo le scelte di altri (Canturina bis), perdendo occasioni straordinarie (Il Castello Pietrasanta), avallando la moltiplicazione dei supermercati e assai discutibili iniziative immobiliari.

Continua la negazione del diritto di culto (purtroppo in giudizio).

Nessun dibattito pubblico, al contrario accuratamente evitato, in occasione del PII del De Amicis. Nessuna istanza partecipativa, nonostante i formidabili istituti previsti dal regolamento comunale.

Al di là della gestione amministrativa che, come noto, ha punti di eccellenza, l’azione politica è rimasta figlia dell’improvvisazione a fronte della manifesta povertà di idee: il concorso Europan, pur avendo individuato alcune pregevoli prospettive, rischia di divenire un puro esercizio di progettazione, in assenza, ancora una volta, dei doverosi indirizzi e dalla necessaria programmazione tecnico-economica che discendono dalla visione (assente) della Cantù del futuro.

Concludo, infine, con gli effetti taumaturgici delle imminenti elezioni: alle profonde lacerazioni e fratture personali, sono seguiti i sorrisi e riappacificazioni in vista del supremo obiettivo del comando: gli elettori saranno in grado di comprendere?