mercoledì 5 giugno 2013

E' LA STAMPA BELLEZZA 2


Si è tenuta, oggi 5 giugno 2013, la prima conferenza VAS relativa al documento di piano del PGT di Cantù. Erano presenti rappresentanti delle categorie, degli ordini professionali e delle associazioni ambientaliste. Dopo una mia breve introduzione e l'illustrazione, da parte del dirigente dell'urbanistica, arch. Ruffo, delle linee essenziali del piano, tutti gli interventi hanno, in primo luogo, riconosciuto la qualità del lavoro svolto dall'ufficio di piano. Hanno mostrato apprezzamento per l'affidamento del piano alle sole competenze interne, sottolineando che l'esperienza del Comune di Cantù è unica nel panorama provinciale (in considerazione della sua classe demografica). Hanno elogiato l'innovatività delle scelte riconoscendo che l'elaborazione interna consentirà un'ottimale gestione dello strumento di pianificazione. Mi permetto di ricordare che nei precedenti mandati amministrativi erano stati affidati una serie di incarichi esterni, finalizzati alla redazione del piano, per oltre un milione di euro. Il piano, da noi revocato per ragioni attinenti a scelte non condivisibili, connesse all'ulteriore, massiccio consumo di suolo, non aveva alcun contenuto originale e mostrava, evidente, l'assenza di indirizzi. Non erano presenti giornalisti. Un lavoro intenso ed importante, sicuramente perfettibile ed ora orientato verso i livelli partecipativi previsti dalla legge. Una notizia positiva per la pubblica amministrazione e per un ente locale che, come gli altri, deve oggi affrontare una drammatica situazione finanziaria. Eppure si tratta di notizie che non riscuotono, da parte della stampa, il minimo interesse.  Appare preferibile il titolo a sensazione (non conta se pertinente rispetto all'articolo) la facile, vuota polemica. E tra le fonti i giovani giornalisti prediligono Facebook, evitando, magari la fatica di cercare la notizia. E' il segno dei tempi che viviamo e l'inarrestabile declino coinvolge tutti. Quello che trovo, però, inaccettabile è la metafora, che traspare dalla cronaca, della notte (hegeliana) in cui tutte le vacche sono nere. Regna il confuso e l'indistinto: tutti gli amministratori che si succedono senza soluzione di continuità sono uguali, hanno uguali obiettivi, i medesimi vizi, nessuna virtù. Sono dei Grillo locali o comunque personaggi da avanspettacolo,  da smascherare a prescindere: oggi a nessun giornalista interessa il fatto che si possa essere animati da un sincero spirito di servizio, nel solo interesse della comunità amministrata. Non so come terminare quanto ho iniziato a scrivere di getto. Non resta che andare avanti, come diceva il poeta, quanto è lungo il sempre.