mercoledì 28 marzo 2012

MONTI, MOLTENI E LEGA DI SEMPRE

Non c'è connessione tra Monti e Molteni, ma uno spunto lo ha dato il Presidente del Consiglio quando, da Tokio, ha pensato bene di tirare una staffilata ai partiti, comunicando, in inglese, all'opinione pubblica mondiale (sempre che si interessi dei fatti nostri) che i partiti, al contrario del Governo, non hanno il consenso del Paese. Anche Monti si affida ai sondaggi: credo che dovremmo levarci il fastidio della democrazia (e del voto), lasciando, nel futuro, ad un'agenzia indipendente (come quelle di rating) il compito di formare l'esecutivo. 
Anche la Lega, oltre alla faccia, ha perso anche il consenso. A Roma come a Cantù, dove l'on. Molteni ha scelto il suo padrino politico (il Ministro Maroni) per presentarsi agli elettori come il volto nuovo che marca la discontinuità con la precedente Amministrazione. Tiziana Sala non era presente: tanto vale, dunque, affermare che se "alcuni errori sono stati commessi ce ne scusiamo, ma è da questi che dobbiamo ripartire e riflettere per non sbagliare più". Insomma, come diceva un carosello di ormai qualche lustro: "ma che cagnara, sbagliando si impara!". Peccato che in vent'anni solo la desertificazione poteva fare più danni. Peraltro il programma, frutto di un lavoro alacre, parte dalla sicurezza, giunge al privilegio dei cittadini (non sarà come quello dei parlamentari?) e finisce con l'aiuto (di stato?) alle imprese. Erano presenti due volti nuovi della politica canturina: Intini e Metrangolo. Molteni ha chiuso con lo slogan: "io scelgo Cantù". Siamo fortunati! Non resta che chiudere con una chiosa: è la lega di sempre. Di lotta, di governo, di lotta, di governo...Tas! 

sabato 24 marzo 2012

LA DEMOCRAZIA, AL CAPOLINEA

La democrazia esiste ancora? non è una domanda retorica, ma un interrogativo che dobbiamo porci nell'epoca della globalizzazione e della società liquida (teorizzata da Bauman, con l'industria della paura). Se volessimo cogliere i segni manifesti dei tempi che viviamo, ci accorgeremmo che la democrazia ha segnato il passo, lasciando che il potere si concentrasse in corporazioni finanziarie divenute, in Occidente, più forti degli stati nazionali. Lo comprova la nostra politica economica eterodiretta: non dobbiamo fare ciò che serve (interventi per la crescita), ma quanto i mercati (quali?) gradiscono. Le scelte sono affidate ai tecnocrati, ben decisi a privilegiare  i programmi di ristrutturazione contabile del debito. Con il richiamo al patto di stabilità, ne fanno le spese anche i comuni che non hanno più alcun potere di spesa, spogliati della propria autonomia, riconosciuta dalla Costituzione, ma negata dai provvedimenti che limitano spese correnti e spese in conto capitale. I comuni sono, in sostanza, commissariati: a questo ci hanno condotto (e ci conducono) i manovratori della politica nazionale: è come porsi al posto di guida di un'auto cui hanno disabilitato i comandi. La democrazia, dunque, segna il passo anche negli enti locali. Naturalmente chi sino ad oggi ha amministrato Cantù, quale diretta emanazione (e ad imitazione) di quegli stessi partiti politici che hanno dimostrato la propria integrale inettitudine, ha contribuito al tramonto degli istituti democratici. Da qui, dal fondo (come ha detto Cacciari) dobbiamo ripartire per percorre, a ritroso, il cammino inverso, attuando la democrazia partecipata, dando slancio alle assemblee e al Consiglio Comunale, relegato a mero strumento di ratifica. Crediamoci.

giovedì 22 marzo 2012

BETTAZZI, CACCIARI E LA POLITICA

Monsignor Bettazzi ha mostrato spesso un sorriso arguto, un discorrere semplice e profondo, ponendo l'accento sulla chiesa degli umili. Il professor Cacciari è un personaggio che usa stiletto e sciabola con la stessa disinvoltura di chi, sornione, mostra con sufficienza un'innata abilità nella costruzione logica e nel richiamo colto. 
A pelle ho sentito più l'empatia con il vescovo emerito, ma la lucida intelligenza del filosofo è un invito ad usare il cervello. Forse la sintesi è possibile: nel percorso che stiamo affrontando usiamo l'intelligenza, ma non dimentichiamo che la spinta, l'origine del nostro movimento è profondamente morale. 

mercoledì 21 marzo 2012

ANCORA NOMINE IN FOTOFINISH

Il Sindaco colpisce ancora. Dopo la nomina dell'Assessore Lapetina ecco la designazione dei nuovi membri del  consiglio di amministrazione di ACSM-AGAM. Quali i criteri di nomina? Non certo quelli di competenza perché non mi pare che i soggetti abbiano una particolare conoscenza dei servizi pubblici locali. Il Sindaco ha inteso privilegiare un'empatia personale nei confronti dei designati. Quale, però, la motivazione della scelta: perché stiamo pur sempre parlando di un atto amministrativo (e non di un editto regio) che, in base alla legge, richiede una motivazione coerente con la logica e soprattutto con il diritto. Credo che nonostante il capolinea, si debba tastare ancora con mano tutto il retaggio di una politica da basso impero, anche se ai suoi margini. Che ne pensano il dottor Marcantonio e soprattutto Nicola Molteni di questo colpo di mano? Per uscire dal coro dovranno ammettere che i partiti "romani" che li hanno espressi a Cantù hanno fallito sotto ogni profilo: a meno che non si ricorra all'espressione (ma sarebbe davvero fuori luogo) del partito di governo .. e di lotta. 

martedì 20 marzo 2012

LO SPIRITO GIUSTO

Queste sere di marzo, nelle assemblee di Lavori in Corso, ho colto lo spirito giusto. Queste nostre assemblee così partecipate, che danno il senso di una politica perduta, sono il fondamento del modo nuovo e antico di sentirsi parte di una comunità. Muoviamo ancora i primi passi, anche se sono passati oltre dieci anni:  potrebbero restare incisi come le orme fossili per indicare il guado. Crediamoci.

lunedì 19 marzo 2012

OGNUNO DI NOI HA UN SOGNO


Ognuno di noi ha un sogno. Noi di Lavori in Corso vorremmo incidere sul futuro della nostra città che in  questi lunghi anni ha subito ogni sorta di affronto: territorio consumato senza criterio, assenza di progettualità, sprechi infiniti di risorse che si sarebbero potute impiegare per il bene comune. Possiamo restare insensibili di fronte al sacco della città, all'arretramento della cultura e dei saperi, anche della nostra tradizione? possiamo ancora permettere che insensibilità ed incompetenza, interessi personali e giochi di potere restino, nel futuro, gli unici elementi, cui si riferisce una certa politica. La città vive il dramma delle decisioni non prese, degli scacchi subiti, dell'incapacità di svolgere il proprio ruolo di polo attrattore. L'arroganza, accompagnata da una disarmante insipienza, l'hanno fatta da padrone, rendendo i centri della città non luoghi: Pianella, la stessa via Matteotti, piazza Piave a Vighizzolo (solo per citare alcuni esempi) sono l'evidente testimonianza che manca ogni progettualità, ma soprattutto l'amore per la città. Amministrare ha rappresentato esclusivamente l'occasione per tentare di arrampicarsi più in alto, sotto lo sguardo occhiuto del "Capo". Ma le stelle non stanno più a guardare, per parafrasare il noto romanzo di Cronin. Al contrario, dopo questi tremendi anni, speriamo, presto, di poter raccontare: e quindi uscimmo a riveder le stelle.