giovedì 31 agosto 2017

IL MEDIOEVO DEL DIRITTO

«Non è affatto vero che la sensibilità per i valori, la preveggenza e la buona volontà dell’uomo guidino l’evoluzione delle civiltà umane in una direzione univoca, sempre più in alto». Lo scrisse Konrad Lorenz e vi è da credergli se non altro per la giovanile adesione al nazismo del padre dell’etologia. Viviamo in tempi in cui l’andamento «a zig zag» dell’evoluzione culturale è manifesto. Gli esiti dei grandi conflitti mondiali avevano indotto le nazioni a sancire, nei trattati internazionali, il riconoscimento dei diritti universali dell’uomo. Ora non siamo più certi che si tratti, per davvero, di diritti universali. In nome della sicurezza e della lotta al terrorismo rinunciamo progressivamente alla riservatezza della nostra sfera personale, sempre più invasa da occhiuti e sofisticati sistemi di controllo. Nella stessa atmosfera culturale neghiamo i diritti. Come avviene a Cantù dove il Sindaco vorrebbe negare i diritti fondamentali, anche di riunirsi, dimenticando che l’Associazione è proprietaria dell’immobile e legittimamente vi ha stabilito la propria sede. Anche le parole di Nicola Molteni lasciano perplessi se non altro perché dimostrano che non conosce affatto il piano di governo del territorio della città che vorrebbe, con il Sindaco, amministrare. L’area in cui sorge il capannone prevede, tra gli usi ammessi, anche lo svolgimento di attività culturali e dunque non si tratta di edifici nei quali si devono produrre solo sedie o divani. La diffida segna, dunque, il cambiamento, come affermano gli stessi esponenti della maggioranza, rispetto alla passata amministrazione. Un cambiamento, certo, ma verso il declino culturale: una sorta di medioevo del diritto, in cui, evocando irresponsabilmente un preteso «scontro di civiltà» viene impedito a cittadini e stranieri, riuniti in associazione, di incontrarsi per condividere comunitariamente, all'interno di una proprietà privata, le proprie tradizioni. Il programma elettorale, solo poliziesco, va attuato.