martedì 23 maggio 2023

PRIMI NEL CONSUMO DI SUOLO


La maggioranza che amministra Cantù, come ha riportato la stampa nei giorni scorsi, può fregiarsi, nella non invidiabile classifica del consumo di suolo, del primo posto. Il centrodestra, da quando ha ripreso ad amministrare la città (2017), si è contraddistinto per l’assoluto immobilismo sotto il profilo urbanistico favorendo una nuova stagione di disordinata espansione con il proliferare delle medie dimensioni di vendita. Nessuna revisione del PGT nonostante le leggi regionali sul consumo di suolo del novembre 2014 e di rigenerazione urbana della fine del 2019 (che ha partorito interventi timidi ed insufficienti). Eppure, le premesse del PGT, approvato all’inizio del 2014, erano improntate al contenimento delle espansioni residenziali, alla limitazione della densità edilizia all'interno del tessuto urbano consolidato e alla disciplina dei diritti edificatori in equilibrio con le esigenze di tutela ambientale (macrobiettivo n. 4 del PGT vigente). Rispetto alle previsioni del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) che ammetteva, per Cantù, quale polo attrattore, un possibile incremento dell’area urbanizzata del 2,5 %, le precise scelte dello strumento urbanistico limitavano l’espansione allo 0,25 % dell’area urbanizzata. Gli interventi legislativi e le mutate condizioni socioeconomiche avrebbero dovuto indurre una politica attenta ai bisogni della comunità amministrata a precise scelte nel governo del territorio. Come affermano, infatti, i giudici amministrativi: “la disciplina comunitaria della liberalizzazione non può essere intesa in senso assoluto come primazia del diritto di stabilimento delle imprese ad esercitare sempre e comunque l’attività economica, dovendo, anche tale libertà economica, confrontarsi con il potere, demandato alla pubblica amministrazione, di pianificazione urbanistica degli insediamenti, ivi compresi quelli produttivi e commerciali. La questione, pertanto, involge tipicamente un giudizio sulla proporzionalità delle limitazioni urbanistiche opposte dall’autorità comunale rispetto alle effettive esigenze di tutela dell’ambiente urbano o afferenti all’ordinato assetto del territorio”. La Lega ed il centrodestra sono rimasti imbelli favorendo, ancora una volta, come era accaduto negli anni 2000 sul fronte residenziale, una crescita incontrollata degli insediamenti commerciali, aggravando oltremodo l’assetto viabilistico. Le conseguenze le leggiamo, ancora una volta, nella cronaca, con i gravissimi incidenti che si succedono nelle strade divenute pericolose ed ingovernabili.