venerdì 12 febbraio 2016

LA CITTA' DELLA PACE

Non ho dubbi: ai poco rassicuranti fronti nazionali preferisco l'immagine della città della pace di un vero sindaco, visionario e coerente come Giorgio La Pira. In questi tempi inquieti, in cui la volatilità non è solo la caratteristica dei mercati, la demagogia delle visceri, in cui eccellono i leghismi, è la via irrazionale delle soluzioni facili in cui i contorni, nel racconto affabulatore, sono netti ed i colori ben distinti. La complessità, che pure è l'essenza del nostro vivere quotidiano, non esiste oppure rappresenta il nodo gordiano: ci vuole la spada. Eppure sono convinto che il pensiero razionale, il fondamento etico e la responsabilità di chi amministra nell'interesse della collettività restano gli unici baluardi nei confronti di pericolose discese nel Maelström. Dovessi dar retta a Carlo Cipolla e alle formidabili leggi fondamentali della stupidità umana, da tempo dovrei aver gettato la spugna. Ma sono un inguaribile sognatore e come accade nel racconto più bello, il vecchio, dopo aver lottato contro la rabbia degli elementi, torna in porto con il pesce più grande.

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