Con una intimidazione squadrista Forza Nuova ha inteso oltraggiare la guida della Comunità Pastorale canturina che aveva invitato il Sindaco ad aprire spazi di dialogo per garantire il fondamentale diritto di culto. Un gesto di codardia senza precedenti che si commenta da solo. La responsabilità per il clima che si è creato è da ricondurre, però, ad una Maggioranza becera ed intollerante che ha inteso creare una conflittualità a Cantù prima inesistente. Mai, nei cinque anni precedenti, si sono registrati problemi con la comunità islamica canturina, sempre moderata e rispettosa. Molteni ed Arosio, probabilmente anche per sviare l'attenzione dalle irrisolte problematiche di incompatibilità del Sindaco, frutto di grave superficialità ed insipienza, invocano irresponsabilmente, un presunto scontro di civiltà, cercando di coprire il vero volto di Cantù, quello di don Fidelmo.
giovedì 7 settembre 2017
giovedì 31 agosto 2017
IL MEDIOEVO DEL DIRITTO
«Non è affatto vero che la sensibilità per i valori, la
preveggenza e la buona volontà dell’uomo guidino l’evoluzione delle civiltà
umane in una direzione univoca, sempre più in alto». Lo scrisse Konrad Lorenz e
vi è da credergli se non altro per la giovanile adesione al nazismo del padre
dell’etologia. Viviamo in tempi in cui l’andamento «a zig zag» dell’evoluzione
culturale è manifesto. Gli esiti dei grandi conflitti mondiali avevano indotto
le nazioni a sancire, nei trattati internazionali, il riconoscimento dei
diritti universali dell’uomo. Ora non siamo più certi che si tratti, per
davvero, di diritti universali. In nome della sicurezza e della lotta al
terrorismo rinunciamo progressivamente alla riservatezza della nostra sfera
personale, sempre più invasa da occhiuti e sofisticati sistemi di controllo. Nella
stessa atmosfera culturale neghiamo i diritti. Come avviene a Cantù dove il
Sindaco vorrebbe negare i diritti fondamentali, anche di riunirsi, dimenticando
che l’Associazione è proprietaria dell’immobile e legittimamente vi ha
stabilito la propria sede. Anche le parole di Nicola Molteni lasciano perplessi
se non altro perché dimostrano che non conosce affatto il piano di governo del
territorio della città che vorrebbe, con il Sindaco, amministrare. L’area in
cui sorge il capannone prevede, tra gli usi ammessi, anche lo svolgimento di
attività culturali e dunque non si tratta di edifici nei quali si devono produrre
solo sedie o divani. La diffida segna, dunque, il cambiamento, come affermano
gli stessi esponenti della maggioranza, rispetto alla passata amministrazione.
Un cambiamento, certo, ma verso il declino culturale: una sorta di medioevo del
diritto, in cui, evocando irresponsabilmente un preteso «scontro di civiltà» viene
impedito a cittadini e stranieri, riuniti in associazione, di incontrarsi per condividere
comunitariamente, all'interno di una proprietà privata, le proprie
tradizioni. Il programma elettorale, solo poliziesco, va attuato.
lunedì 17 luglio 2017
LO STRANO AMORE PER LA CITTA'
Le intenzioni tattiche di Arosio (e della maggioranza) sono ora manifeste. Dopo le gravi accuse sollevate in Consiglio Comunale sulle presunte irregolarità che avrebbero commesso gli uffici nell'affidamento dell’appalto che coinvolge l’impresa Zanfrini, non restano dubbi. Ben consapevole che non potrà essere rimossa la causa di incompatibilità contestata dal Consiglio, il Sindaco, che beneficia dei dieci giorni previsti per le sue osservazioni, ha deciso che saranno i Giudici, dopo l’inevitabile decadenza, a determinare la sua permanenza (o meno) in carica. Invocando un parere del professor Valerio Onida, già presidente emerito della Consulta, al quale si è rivolto, Arosio ha rivendicato il diritto ad essere eletto, omettendo, ancora una volta, ogni ammissione di responsabilità per la grave situazione che mette in scacco la politica cittadina. Additando pretese altrui colpevolezze (in questo caso degli uffici preposti), senza neppure considerare l’ipotesi delle dimissioni, il Sindaco ha deciso di avviare la sua personale e cruenta battaglia a suon di carte bollate, sostenendo l’incostituzionalità della norma, già oggetto, in passato, del sindacato del Giudice delle leggi. Ne farà le spese Cantù, coinvolta in una battaglia legale dagli esiti incerti, con buona pace dell’amore per la città, eterea citazione da campagna elettorale.
lunedì 10 luglio 2017
GOLPE!
L’Onorevole, percepita la reale portata delle possibili
conseguenze della profilata incompatibilità (o ineleggibilità) del Sindaco
eletto non ha avuto dubbi: era in atto un colpo di stato, un vero e proprio
golpe architettato ai danni della Lega. L’autore (o gli autori) non erano
indicati anche se il parlamentare sembrava non avere dubbi sulle responsabilità
addebitabili a chi, all’interno dell’Amministrazione aveva taciuto,
compromettendo l’esito della consultazione. Dobbiamo, però, ricordare a noi
stessi che la legge si reputa conosciuta da tutti i cittadini ed in particolare
l’art. 61, nella sua attuale formulazione, è in vigore da tredici anni. Non
solo, propria la Lega Nord, (http://www.leganord.org/phocadownload/elezioni/moduli_utili/ineleggibilita_incompatibilita.pdf)
riporta, a cura della Segreteria Organizzativa Federale, Ufficio Elettorale, un
chiarissimo vademecum che indica le ipotesi di ineleggibilità e
incompatibilità, tra cui quella rilevata nel caso di Edgardo Arosio. Il conto
(o meglio il golpe) non torna a meno che alla lettera g non si sostituisca,
come hanno inteso tutti i cittadini, la lettera c: non golpe, dunque, ma colpe,
vere e proprie negligenze da ricercare al proprio interno e che pagheranno i canturini
per gli inevitabili ritardi o, in caso di omessa rimozione della causa, per i
costi connessi alla nuova competizione elettorale e al blocco dell’attività
amministrativa. L’importante, come nella commedia di Aristofane è che: “Se uno
ti becca in flagrante con sua moglie, gli risponderai che non hai fatto niente
di male; poi butterai la colpa addosso a Zeus, dicendo che anche lui soccombe
all'amore per le donne. E tu, mortale come sei, come potresti avere più forza
di un dio”?
sabato 8 luglio 2017
AROSIO SINDACO?
Secondo la stampa locale il
neo-eletto Sindaco di Cantù, Edgardo Arosio, sarebbe incompatibile (forse ineleggibile),
ai sensi dell'art. 61 del testo unico delle autonomie locali. Occorre precisare
che l'ineleggibilità è diversa dall'incompatibilità e diverse sono, dunque, le
conseguenze che ne derivano. L'ineleggibilità incide sull’esercizio del diritto
di elettorato passivo e, pur non comportando l’invalidità del procedimento
elettorale, impone, come prevede l’art. 68, I comma del TUEL, la declaratoria
di decadenza del vincitore, della Giunta e lo scioglimento del Consiglio, con
necessità di nuove elezioni. E’ ben vero che il terzo comma dell’art. 68
prevede la possibile rimozione delle cause di ineleggibilità, ma l’espresso
riferimento legislativo è alle cause di ineleggibilità sopravvenute e non a
quelle originarie. Nel caso specifico occorrerà verificare tali circostanze. Qualcuno,
senza riflettere, si è affrettato a dichiarare che si tratta di una norma
assurda: in realtà è una regola di civiltà e senza alcun riferimento al caso
concreto, in cui sono indubbie la moralità professionale dell’azienda e la
correttezza del Sindaco, astrattamente, nel caso di appalto di servizi, per suo
carattere continuativo e di durata, è bene che non vi possa essere alcun
sospetto su situazioni che potrebbero rivelarsi di vantaggio rispetto ad altri
operatori. La conclusione è che, politicamente, preferiamo vincere sul campo,
ma l’ordinamento esige rispetto di norme ed istituzioni.
mercoledì 21 giugno 2017
LA CASERMA DI CANTU'
Il programma elettorale di Lega
ed alleati si risolve nella creazione di una città-caserma. Il termine “Sicurezza”
ricorre decine di volte ed ogni settore della vita sociale sembra rivolto a
rendere il territorio “sicuro”, “pulito”, “ordinato”. Si aggiunga che l’Onorevole
Molteni ha riferito nell’intervista alla “Provincia” del 15 giugno: “In caso di
vittoria il primo atto sarà senza dubbio una delibera per mettere i sigilli a
quel capannone dove oggi si viola la legge” (Il capannone è quello dell’Associazione
Assalam). Non si capisce se l’Onorevole intenda sostituire il Comune, con una
delibera (di quale organo?), alla Magistratura (apponendo i sigilli). Certo non
ha ancora ben chiaro che la Bassanini è in vigore dal 1997
e che la gestione amministrativa è riservata
agli uffici, mentre agli amministratori eletti tocca l’indirizzo politico-amministrativo.
Non mancano, poi, i candidati assessori alla sicurezza, tra vecchi e nuovi se
contano almeno tre. Arosio penserà, visto il programma, di impiegarli tutti.
martedì 20 giugno 2017
MEMORIA DI MASSA
Non intendo rifarmi a concetti psicologici o
filosofici, ma semplicemente alla memoria di massa dei computer. Le memorie di
massa servono a conservare permanentemente i dati e le informazioni da scambiare con la memoria temporanea (RAM). Per alcuni canturini il flusso si è interrotto.
Altrimenti non si spiegherebbe l’affermazione elettorale della Lega. In questi
anni (dal 1993 al 2012) i sindaci leghisti (tra cui Arosio) hanno determinato:
1) la ferita sanguinante del palazzetto dello
sport;
2) un’incontrollata speculazione edilizia ed il
consumo senza regole di suolo;
3) la svendita del ramo gas di Canturina Servizi;
4) la realizzazione di piazza Garibaldi (con annessi
contenziosi seriali ed inconclusi);
5) l’isolamento infrastrutturale della città per l’omessa
realizzazione delle tangenziali esterne;
6) una spesa esorbitante, di circa un milione di
Euro, per la predisposizione di un P.G.T. mai approvato;
7) un indebitamento record a 37 milioni di Euro.
Ci sarebbero ulteriori azioni od omissioni da
ricordare, ma tanto basta per qualificare l’azione di “governo”. Vorrei,
allora, che si ripristinasse quel flusso interrotto per consentire, a tutti gli
uomini di buona volontà, di verificare che l’alternativa, alla prova dei fatti,
neppure si può porre. Edgardo Arosio si è simpaticamente definito “usato sicuro”,
ma la definizione più appropriata, sotto il profilo commerciale, è “prodotto
scaduto”.
Permettetemi allora di parafrasare un saggio di
Louis Althusser, filosofo marxista francese che ricordando un tragico
avvenimento della sua esistenza, titolò “L’avvenire dura a lungo”, sostituendo all’avvenire,
con un auspicio, la memoria: che duri a lungo!
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