lunedì 17 luglio 2017

LO STRANO AMORE PER LA CITTA'


Le intenzioni tattiche di Arosio (e della maggioranza) sono ora manifeste. Dopo le gravi accuse sollevate in Consiglio Comunale sulle presunte irregolarità che avrebbero commesso gli uffici nell'affidamento dell’appalto che coinvolge l’impresa Zanfrini, non restano dubbi. Ben consapevole che non potrà essere rimossa la causa di incompatibilità contestata dal Consiglio, il Sindaco, che beneficia dei dieci giorni previsti per le sue osservazioni, ha deciso che saranno i Giudici, dopo l’inevitabile decadenza, a determinare la sua permanenza (o meno) in carica. Invocando un parere del professor Valerio Onida, già presidente emerito della Consulta, al quale si è rivolto, Arosio ha rivendicato il diritto ad essere eletto, omettendo, ancora una volta, ogni ammissione di responsabilità per la grave situazione che mette in scacco la politica cittadina. Additando pretese altrui colpevolezze (in questo caso degli uffici preposti), senza neppure considerare l’ipotesi delle dimissioni, il Sindaco ha deciso di avviare la sua personale e cruenta battaglia a suon di carte bollate, sostenendo l’incostituzionalità della norma, già oggetto, in passato, del sindacato del Giudice delle leggi. Ne farà le spese Cantù, coinvolta in una battaglia legale dagli esiti incerti, con buona pace dell’amore per la città, eterea citazione da campagna elettorale.

lunedì 10 luglio 2017

GOLPE!



L’Onorevole, percepita la reale portata delle possibili conseguenze della profilata incompatibilità (o ineleggibilità) del Sindaco eletto non ha avuto dubbi: era in atto un colpo di stato, un vero e proprio golpe architettato ai danni della Lega. L’autore (o gli autori) non erano indicati anche se il parlamentare sembrava non avere dubbi sulle responsabilità addebitabili a chi, all’interno dell’Amministrazione aveva taciuto, compromettendo l’esito della consultazione. Dobbiamo, però, ricordare a noi stessi che la legge si reputa conosciuta da tutti i cittadini ed in particolare l’art. 61, nella sua attuale formulazione, è in vigore da tredici anni. Non solo, propria la Lega Nord, (http://www.leganord.org/phocadownload/elezioni/moduli_utili/ineleggibilita_incompatibilita.pdf) riporta, a cura della Segreteria Organizzativa Federale, Ufficio Elettorale, un chiarissimo vademecum che indica le ipotesi di ineleggibilità e incompatibilità, tra cui quella rilevata nel caso di Edgardo Arosio. Il conto (o meglio il golpe) non torna a meno che alla lettera g non si sostituisca, come hanno inteso tutti i cittadini, la lettera c: non golpe, dunque, ma colpe, vere e proprie negligenze da ricercare al proprio interno e che pagheranno i canturini per gli inevitabili ritardi o, in caso di omessa rimozione della causa, per i costi connessi alla nuova competizione elettorale e al blocco dell’attività amministrativa. L’importante, come nella commedia di Aristofane è che: “Se uno ti becca in flagrante con sua moglie, gli risponderai che non hai fatto niente di male; poi butterai la colpa addosso a Zeus, dicendo che anche lui soccombe all'amore per le donne. E tu, mortale come sei, come potresti avere più forza di un dio”?

sabato 8 luglio 2017

AROSIO SINDACO?



Secondo la stampa locale il neo-eletto Sindaco di Cantù, Edgardo Arosio, sarebbe incompatibile (forse ineleggibile), ai sensi dell'art. 61 del testo unico delle autonomie locali. Occorre precisare che l'ineleggibilità è diversa dall'incompatibilità e diverse sono, dunque, le conseguenze che ne derivano. L'ineleggibilità incide sull’esercizio del diritto di elettorato passivo e, pur non comportando l’invalidità del procedimento elettorale, impone, come prevede l’art. 68, I comma del TUEL, la declaratoria di decadenza del vincitore, della Giunta e lo scioglimento del Consiglio, con necessità di nuove elezioni. E’ ben vero che il terzo comma dell’art. 68 prevede la possibile rimozione delle cause di ineleggibilità, ma l’espresso riferimento legislativo è alle cause di ineleggibilità sopravvenute e non a quelle originarie. Nel caso specifico occorrerà verificare tali circostanze. Qualcuno, senza riflettere, si è affrettato a dichiarare che si tratta di una norma assurda: in realtà è una regola di civiltà e senza alcun riferimento al caso concreto, in cui sono indubbie la moralità professionale dell’azienda e la correttezza del Sindaco, astrattamente, nel caso di appalto di servizi, per suo carattere continuativo e di durata, è bene che non vi possa essere alcun sospetto su situazioni che potrebbero rivelarsi di vantaggio rispetto ad altri operatori. La conclusione è che, politicamente, preferiamo vincere sul campo, ma l’ordinamento esige rispetto di norme ed istituzioni.

mercoledì 21 giugno 2017

LA CASERMA DI CANTU'

Il programma elettorale di Lega ed alleati si risolve nella creazione di una città-caserma. Il termine “Sicurezza” ricorre decine di volte ed ogni settore della vita sociale sembra rivolto a rendere il territorio “sicuro”, “pulito”, “ordinato”. Si aggiunga che l’Onorevole Molteni ha riferito nell’intervista alla “Provincia” del 15 giugno: “In caso di vittoria il primo atto sarà senza dubbio una delibera per mettere i sigilli a quel capannone dove oggi si viola la legge” (Il capannone è quello dell’Associazione Assalam). Non si capisce se l’Onorevole intenda sostituire il Comune, con una delibera (di quale organo?), alla Magistratura (apponendo i sigilli). Certo non ha ancora ben chiaro che la Bassanini è in vigore dal 1997
e che la gestione amministrativa è riservata agli uffici, mentre agli amministratori eletti tocca l’indirizzo politico-amministrativo. Non mancano, poi, i candidati assessori alla sicurezza, tra vecchi e nuovi se contano almeno tre. Arosio penserà, visto il programma, di impiegarli tutti.

martedì 20 giugno 2017

MEMORIA DI MASSA

Non intendo rifarmi a concetti psicologici o filosofici, ma semplicemente alla memoria di massa dei computer. Le memorie di massa servono a conservare permanentemente i dati e le informazioni da scambiare con la memoria temporanea (RAM). Per alcuni canturini il flusso si è interrotto. Altrimenti non si spiegherebbe l’affermazione elettorale della Lega. In questi anni (dal 1993 al 2012) i sindaci leghisti (tra cui Arosio) hanno determinato:
1) la ferita sanguinante del palazzetto dello sport;
2) un’incontrollata speculazione edilizia ed il consumo senza regole di suolo;
3) la svendita del ramo gas di Canturina Servizi;
4) la realizzazione di piazza Garibaldi (con annessi contenziosi seriali ed inconclusi);
5) l’isolamento infrastrutturale della città per l’omessa realizzazione delle tangenziali esterne;
6) una spesa esorbitante, di circa un milione di Euro, per la predisposizione di un P.G.T. mai approvato;
7) un indebitamento record a 37 milioni di Euro.
Ci sarebbero ulteriori azioni od omissioni da ricordare, ma tanto basta per qualificare l’azione di “governo”. Vorrei, allora, che si ripristinasse quel flusso interrotto per consentire, a tutti gli uomini di buona volontà, di verificare che l’alternativa, alla prova dei fatti, neppure si può porre. Edgardo Arosio si è simpaticamente definito “usato sicuro”, ma la definizione più appropriata, sotto il profilo commerciale, è “prodotto scaduto”.
Permettetemi allora di parafrasare un saggio di Louis Althusser, filosofo marxista francese che ricordando un tragico avvenimento della sua esistenza, titolò “L’avvenire dura a lungo”, sostituendo all’avvenire, con un auspicio, la memoria: che duri a lungo!

sabato 3 giugno 2017

L'ARTE DELLA POLITICA E I DIRITTI



La politica è un’arte, nel senso che ad essa non è applicabile il metodo sperimentale. Avendo la pretesa di influire sulla realtà economico-sociale è l’arte (e non la scienza) della complessità, in cui la mediazione, per evitare i molteplici conflitti, svolge un ruolo importante, con un limite: il rispetto dei diritti fondamentali. La libertà di espressione, di associazione e di culto non possono essere negati. In questi casi nascondere la testa sotto la sabbia e non affrontare i problemi significa lasciare campo aperto a chi, brutalmente, con urla scomposte, pretende il ritorno ad un passato di negazione e di privazione nel nome di pretesi ordine, pulizia e disciplina. Mi spiace per Edgardo Arosio, che ricordo in Consiglio comunale sempre gentile ed affabile, se il suo scopo coincide con la negazione dei diritti in forza della diversità, accampando il ripristino di una legalità mai violata. Troverà sempre la mia ferma opposizione. Vorrei ricordare a lui, ma anche a Nicola Molteni (con cui ho collaborato, senza steccati ideologici, sul tema della Giustizia) e ad Alessandro Fermi, quando l’ho conosciuto come giovane collega attento e disponibile, che rimestare nel torbido costituisce sempre un pericolo perché impedisce agli uomini di buona volontà di comporre le proprie e le altrui ragioni. La Lega becera e populista che cavalca le tigri dell’immigrazione e del terrorismo islamico rischia di precipitarci nella notte più cupa. È il momento di non lasciarle il campo.