martedì 5 maggio 2015

1. LA NASCITA DELLA CIVICA, I VALORI CHE ESPRIME ED I PRINCIPI FONDANTI

Dal Congresso di Lavori In Corso. Prima Parte
 (19 aprile 2015)
L’esperienza di Lavori in Corso nasce alla fine degli anni 90. Dopo le delusioni della stagione referendaria del 1993 (con il referendum sul maggioritario) e le illusioni della c.d. seconda repubblica a tutti noi appariva evidente l’inadeguatezza dei partiti politici.
Nonostante l’art. 49 della Costituzione preveda che «tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere in modo democratico a determinare la politica nazionale» questi soggetti avevano fallito il loro obiettivo. Non si trattava di consessi partecipati in grado di esprimere, democraticamente, un indirizzo politico, ma piuttosto di consorterie chiuse in cui l’esercizio (e la conservazione del potere) costituivano la ragione principe della loro stessa esistenza. 
I tentativi della Lega e di Forza Italia di costituire una via d’uscita alla stagione di tangentopoli sono drammaticamente falliti insieme con le speranze del nostro Paese di gestire e superare indenne la crisi sistemica che ancora attanaglia il sistema economico.
Del resto anche il centrosinistra non aveva in alcun modo dato risposte risolutive all'impellente necessità di cambiare: tra liberalizzazioni presunte ed altre sulle quali è preferibile stendere un velo, le riforme mancavano drammaticamente all'appello e la frantumazione dello stesso schieramento di governo, mostrava ancora una volta l’intrinseca debolezza di un’aggregazione che si coagulava per sole finalità elettoralistiche, senza un reale progetto politico.
Restava un denominatore comune: la crisi della democrazia e lo scollamento sempre più evidente tra i cittadini e la politica, divenuta, nel migliore dei casi, bieco carrierismo, corsa ai privilegi, esercizio del potere nell'interesse di pochi, con l’immobilismo generato dai veti contrapposti delle cerchie ristrette dei poteri concentrici.
Meglio sorvolare sulle patologie più degeneri del sistema politico, come i gravi fenomeni corruttivi, il nepotismo, il pervasivo e diffuso clientelismo che impediscono ai più capaci e meritevoli di avere una chance, un’occasione per dimostrare il proprio valore e contribuire ai progressi del Paese.  
Mentre il sistema Italia era alla corda e languiva in un torpore inaccettabile, non si intravvedeva alcuna via d’uscita.
A fronte del disseccamento progressivo di una visione politica che nel secondo dopoguerra era ancorata ai grandi valori civili della pace, dell’uguaglianza sociale (non solo formale), della fratellanza universale, ma anche connessa ai temi della libertà, della competenza e del merito quale indispensabile fattore di mobilità sociale per il rinnovamento di una classe dirigente legate a deleteri schemi familistici o di appartenenza, era necessario tornare alle origini, all'effettivo esercizio del metodo democratico, abbandonando, per quanto possibile, lo schema della democrazia rappresentativa che aveva contribuito alla progressiva degenerazione del sistema.
Occorreva partire dal basso, dalla politica locale, pur avendo, come riferimento, la dimensione globale dei grandi fenomeni che caratterizzano il presente: i flussi migratori, l’instabilità e la guerra ormai diffusa, anche a bassa densità in aree geografiche sempre vaste. Il formidabile sviluppo economico dell’Oriente e i noti fenomeni della delocalizzazione dei processi produttivi, sino alla crisi economica di questi anni.
Lavori in Corso nasceva dalla voglia di riportare al centro del discorso la politica alta, fondata sui valori di appartenenza al genere umano senza disuguaglianze formali e sostanziali, di promozione della socialità in ogni sua forma utile e desiderabile, di garanzia, per ciascun individuo, di sviluppare al meglio le proprie potenzialità e competenze in un ambito dialettico in cui le differenze costituiscono risorse e non causa di conflitto. In questa prospettiva era necessario riportare la partecipazione, il metodo democratico, la democrazia diretta, senza alcuna mediazione, tra i capisaldi del sistema politico, per confrontarsi sui grandi temi politici del presente, ma anche sulla gestione dei piccoli problemi del quotidiano. Alcuni padri nobili hanno ispirato il nostro cammino: Ghandi, Gramsci, Dossetti, Capitini, La Pira e tanti altri. Per ridare slancio ai valori, mettendosi, con spirito di servizio, a disposizione della propria comunità di riferimento.
La nostra carta dei valori, immutata, illustra il punto di partenza del percorso.
Abbiamo partecipato alle elezioni amministrative per tre mandati consecutivi: nel 2002, nel 2007 ed infine nel 2012. Nella prima occasione, partendo con pochi, ma fermi passi, lungo un cammino assai accidentato, abbiamo sfiorato il ballottaggio e nei successivi anni di ferma ed attenta opposizione abbiamo consolidato, con la forza delle idee e con il ritorno ai principi di democrazia e partecipazione, la nostra coalizione civica che, nel 2012, ha vinto le elezioni amministrative.
Un risultato forse unico nel panorama del nostro paese: i partiti politici tradizionali all’opposizione ed una lista autenticamente civica ad amministrare la città.
Un responsabilità enorme per dare fondamento a dieci anni di lavoro intenso e disinteressato di tanti di noi. 


martedì 21 aprile 2015

LETTERA APERTA AL PD DI CANTU'




Quanto sta accadendo nel Partito Democratico è un fatto gravissimo. Renzi, Presidente-Segretario, definito da Brunetta (a torto?), dittatorello di provincia, ha estromesso dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera tutti gli esponenti della minoranza interna al Pd. Un gesto autenticamente ... democratico! Cari Antonio Pagani, Vittorio Spinelli e Filippo Di Gregorio, permettetemi di suggerirvi che è arrivato il momento di insorgere. Non è possibile accettare supinamente che alla dialettica interna si sostituisca l'olio di ricino delle epurazioni. Vi garantisco che, fatte le debite e necessarie proporzioni, per quanto Claudio Bizzozero abbia una visione ed un approccio completamente diverso dal mio rispetto ai fini che Linco si propone, non si è mai permesso di chiedere la mia sostituzione o di negare la centralità dell'assemblea della nostra civica. Non si può essere democratici a Cantù mentre a Roma si subisce, dal proprio segretario, la soppressione delle garanzia democratiche. Attendo, da voi, sensibili ai temi della democrazia, una risposta.

domenica 29 marzo 2015

LAVORI IN CORSO RESTA LA MIA CASA

L’articolo in cronaca locale di domenica 30 marzo, pubblicato su La Provincia, cercando di anticipare temi davvero prematuri, finisce per dare anticipazioni che mi riguarderebbero, frutto di pura fantasia. In particolare sarei già pronto a partecipare alle primarie del PD. E’ l’occasione per chiarire due aspetti: in primo luogo non ho alcuna necessità di concorrere alle primarie di un’altra forza politica. La mia casa resta Lavori in Corso ed attualmente la nostra civica non ha espresso alcuna candidatura. Le prossime elezioni politiche sono ancora lontane ed il tema verrà affrontato dall’Assemblea quando sarà opportuno. In secondo luogo si riferisce di una pretesa conflittualità tra il sottoscritto e Bizzozero. Devo precisare che, a livello personale, non esiste alcun contrasto. E’ nota una diversa visione anche di approccio alla politica, ma in Linco la ricchezza del confronto è sempre stata una caratteristica positiva. La problematica, che mi auguro possa essere ragionevolmente composta, non riguarda le mie decisioni personali, ma dell’Assemblea che ha giustamente richiesto, in relazione alla vicenda della Procantù, un comportamento diverso e dialogante, mentre sul PUT (ed il confronto, anche partecipativo, che avevamo richiesto si è già avviato) e su altri temi fondamentali per il futuro della città, il necessario coinvolgimento e l’ineludibile collegialità nelle scelte. La nostra presenza nel panorama politico si spiega con la democrazia (effettiva) e la partecipazione. Non vi sono modalità diverse. Non vi è spazio per personalismi.
Vincenzo Latorraca

mercoledì 4 febbraio 2015

LA FERMEZZA ED IL DIALOGO

Vandalismi e furti in casa non devono indurre alla giustizia "fai da te". Ognuno di noi ben comprende quanto sia odioso subire la violazione della propria intimità familiare o vedere come le imposte pagate dai cittadini per creare gli spazi di fruizione collettiva vadano in fumo per gesti inqualificabili di giovani senza bussola. Non si deve, però, scivolare, sulla pericolosa china della vendetta o dell'azione personale. 
Ecco le ragioni per cui ritengo necessario precisare che le esternazioni del Sindaco, pubblicate oggi sulla cronaca locale sono esclusivamente personali e non riflettono la posizioni della Coalizione Civica Lavori In Corso. Certamente le problematiche connesse a furti e vandalismi sono temi che richiedono risposte, in termini di prevenzione e repressione, immediate ed efficaci, ma non riteniamo mai giustificato o giustificabile l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Le risposte delle istituzioni devono essere improntate al principio di legalità. In tal senso opera la Maggioranza che amministra Cantù.
Anche sulla Pro Cantù ritengo che si sia ecceduto.  Appare quanto mai opportuno smorzare i toni della polemica per un confronto costruttivo, evitando che si sviluppino ulteriori e strumentali interventi che non servono a nulla. Sinceramente non ritengo che Claudio Bizzozero abbia mai inteso attaccare i meridionali: per formazione culturale e convinzioni personali il Sindaco è ben lontano da posizioni discriminatorie ed è stato certamente frainteso. Resta il fatto che, sul punto, Lavori In Corso ritiene importante proseguire con il dialogo, invitando, nel contempo, la Pro Cantù a garantire trasparenza ed apertura nei confronti dei cittadini che vogliono contribuire attivamente, partecipando alla vita associativa.
Un invito al dialogo ed alla riflessione su temi diversi, ma che richiedono un identico approccio ed uno stile misurato, nelle corde della nostra Civica.
Vincenzo Latorraca

domenica 25 gennaio 2015

APPUNTI DI VIAGGIO (DALL'AGENDA POLITICA CANTURINA)

Le vicende politiche canturine anticipano, per molti versi, i temi nazionali. Prendiamo, ad esempio, la questione della moschea: la Lega, ben prima dei tragici fatti di Parigi, ha avviato un’intensa campagna di disinformazione ad esclusivo vantaggio del pregiudizio, mistificando i fatti. In un primo momento ha raccolto firme per un referendum con modalità non previste dallo statuto. Successivamente, ha deciso di seguire le regole che il Consiglio comunale ha democraticamente approvato. Con un piccolo particolare non secondario: ha scritto un referendum inammissibile e discriminatorio. Come previsto, all'inevitabile declaratoria di inammissibilità, la Lega ha tuonato contro un preteso bavaglio in realtà inesistente. La Lega canturina dovrebbe commiserare solo se stessa non essendo riuscita (?) neppure a scrivere un quesito referendario ammissibile. Sbaglia, a mio giudizio, anche il nostro Sindaco, sia per l’ipotesi referendaria (che ha sostenuto), sia per l’ipotesi di consultazioni. Il Consiglio, di cui fa parte, ha espresso una volontà chiara ed inequivoca. Più che una consultazione occorrerebbe ribadire che le comunità islamiche che hanno richiesto uno spazio (a loro spese) quale luogo anche per il culto sono integrate nel tessuto sociale della nostra città. Si tratta di persone che lavorano, hanno famiglia e vivono la città, anche a livello istituzionale. Per la festa della Repubblica del 2 giugno 2014, molti di loro portavano la lunga bandiera italiana che si è snodata per le vie del centro ed hanno partecipato con grande attenzione e rispetto alle celebrazioni, dimostrando, con la loro presenza, che non considerano lo Stato italiano un’entità astratta ed indifferente.
Un altro tema tornato alla ribalta è la vicenda eterna del Palasport. I protagonisti, in questo caso, sono democratici canturini. Ancora una volta hanno avviato un’inutile iniziativa giudiziaria non avendo, in realtà, le idee chiare sulla fase propositiva. Come già era avvenuto prima dell’avvio dei lavori (ed anche in quel caso la nostra Civica decise di evitare l’iniziativa giudiziaria, attivando, però, una concreta iniziativa politica) hanno deciso di inviare un esposto che, allo stato, non ha alcuna utilità pratica. Ancora una volta si denunciano fatti noti, certamente da censurare sul piano politico: mai Lavori In Corso avrebbe scelto l’ipotesi poi percorsa da Lega e PDL, manifestamente eccessiva ed in bilico sul piano economico-finanziario. Di fronte al fallimento della finanza di progetto abbiamo avuto la conferma, purtroppo, di aver avuto ragione. Ma la magistratura contabile ha propri poteri ufficiosi e ritengo che il compito di una forza politica sa quella di individuare le soluzioni e non di indagare su pretese responsabilità erariali, Peraltro con l’invito a verificare eventuali responsabilità dirigenziali. Conosco i dirigenti del Comune di Cantù per aver collaborato intensamente con loro durante il mio incarico assessorile e devo confermare che si tratta di professionisti seri e preparati. La responsabilità delle scelte resta sul piano politico.
Infine un ultimo, importante tema. Riguarda il Piano Urbano del Traffico. La nostra assemblea potrà discuterlo in settimana e poi si avvierà un concreto ed importante confronto in città.
La fase partecipativa è aperta.

giovedì 15 gennaio 2015

LA LEGA E IL REFERENDUM

Lascia davvero perplessi l’evidente inammissibilità del quesito referendario proposto dalla Lega sulla moschea. Lo statuto comunale, all’art. 51, prevede con estrema chiarezza, quali sono le tipologie di referendum che è possibile proporre. La generica domanda depositata dalla Lega (VUOI TU L'APERTURA DI UN LUOGO DI CULTO ISLAMICO NEL COMUNE DI CANTÙ?), in effetti,  oltre ad essere  in evidente contrasto con il successivo art 52, comma terzo, del regolamento (che vieta quesiti discriminatori), non è ascrivibile ad alcun referendum proponibile (propositivo, abrogativo o abrogativo-propositivo). Non vi è alcun riferimento alla norma regolamentare o al provvedimento amministrativo che si chiede di abrogare o si intende proporre. In sostanza si formula una domanda improponibile. Possibile che Nicola Molteni (avvocato e parlamentare) e la Lega non siano in grado di predisporre un quesito referendario valido? Viene il sospetto che il testo del referendum sia volutamente inammissibile, al fine di creare un inesistente caso politico rispetto ad un quesito, che, peraltro, ove correttamente redatto, potrebbe dare esiti ben diversi rispetto a quelli sperati dai promotori. Lavori in Corso ha deliberato, in assemblea, di non ritenere politicamente opportuno un referendum su questioni connesse al piano di governo del territorio, approvato da tutti i componenti della maggioranza in seno al massimo organo rappresentativo: il Consiglio Comunale. Oltre a ragioni di coerenza e di risparmio della spesa pubblica su questioni già decise in Consiglio, Lavori in Corso ritiene che i diritti fondamentali debbano essere garantiti anche sul piano dell’effettività. Il che non significa accogliere terroristi o fondamentalisti che a Cantù, come in Europa, non avranno cittadinanza.


lunedì 12 gennaio 2015

LA FORZA DELLA RAGIONE

"L'oscurità non può scacciare l'oscurità; solo la luce può farlo" (M.L.King)
In questi giorni convulsi, in cui la disumana ferocia di uomini accecati dall'odio religioso strappava vite umane come foglie vizze il vento d'autunno, non dobbiamo dimenticare l'opera di Gandhi, di Martin Luther King, di Aldo Capitini e Giorgio La Pira. La violenza non è la risposta, né possiamo pensare che sia giunto il tempo delle guerre di religione. I diritti dell'uomo restano inviolabili e da quelle Carte, da quegli uomini traiamo la nostra forza e la nostra difesa. Mi ha fatto riflettere il testo tratto dal sito del periodo "Internazionale" (http://www.internazionale.it/opinione/karim-metref/2015/01/09/io-non-mi-dissocio). 
Per questo l'ho condiviso. Nicola Molteni e la Lega non hanno perso tempo per cavalcare i marosi: contro la moschea e contro coloro che, pur non avendo colpe (e mi riferisco alle famiglie musulmane che, a loro spese, hanno chiesto di allestire uno spazio di preghiera) divengono, per scopi elettorali, il bersaglio di una bieca campagna di stampa. Nelle nostre città gli estremismi ed i fondamentalismi non si combattono con la violenza o la repressione, ma con i percorsi di inclusione sociale. Cantù non deve perdere l'occasione per restare una città accogliente per tutti coloro che intendono rispettare i diritti ed i doveri della convivenza pacifica.
Vincenzo Latorraca