venerdì 3 febbraio 2017

PAVESI, IL BISCOTTO ED IL FARO

Sono stato il primo a complimentarmi con Francesco Pavesi che stimo sinceramente. Avevo chiarito che la mia candidatura non si poneva in contrapposizione con la sua figura, ma nasceva dal timore che occorresse autorevolezza e soprattutto autonomia per svoltare, definitivamente, una pagina fortunatamente conclusa. Ha promesso di unire le anime di Lavori in Corso e io ne prendo atto: mantengo a disposizione della lista civica le mie competenze e la mia professionalità per raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissi, ovvero la conferma alla guida della città secondo la nostra carta dei principi.
I biscotti si consumano all'ora del tè, ma così non usano alcuni alle nostre assemblee: prima di pranzo Roberta Molteni, con un gesto improvviso e plateale (?), ha letto il suo discorso già preparato, annunciando che avrebbe – seduta stante – ritirato la sua candidatura. Vinca il migliore? Non è così, visto che ha preferito imburrare il dolcetto per Francesco Pavesi … ça va sans dire! Non credo sia il profilo migliore per il vicesindaco, come l'oracolo si è affrettato a vaticinare.
Resta la “tutela” – ingombrante e mi auguro non richiesta – del faro (come definito da un lealista della prima – e dell’ultima - ora) che mi definisce, in una compiacente intervista, un candidato debole e organico al PD. Certo la mia debolezza è evidente: l’intera giunta ha dovuto schierarsi per ottenere la schiacciante maggioranza - di “ben” 14 voti (ne sarebbero bastati 7 in meno per mettere in discussione il risultato). Mentre  la sua forza, dopo un mandato, ha subito, come ha confessato, un drastico e repentino calo, tanto da indurlo a non ricandidarsi. Il faro ha fondato un altro partito, tax free - che nulla ha a che vedere con lavori in corso - nel quale mi sembra ben più evidente la sua organicità rispetto alla mia - inesistente - visto che non ho tessere del PD e non partecipo a loro riunioni. Ma non aveva affermato che Pavesi era il candidato ideale perché nel partito democratico avrebbe trovato apprezzamenti? Anche l’acume ed il "fiuto" politico del nostro faro … cambiano, a seconda della bisogna!

giovedì 19 gennaio 2017

CANTU' CITTA' APERTA

Non è il richiamo alla cinematografia del neorealismo italiano che mi induce alla citazione contenuta nel titolo: si tratta piuttosto di un richiamo allo spirito dei canturini, sempre rivolto verso il milanese e verso le qualità riconosciute che il capoluogo di regione sempre ci ispira: non solo sotto il profilo economico, ma anche per gli aspetti morali e spirituali della diocesi cui la città appartiene. Essere aperti significa avere la capacità per comprendere le nuove problematiche che la complessità ci pone, adattando le risposte a seconda delle necessità contingenti, senza però perdere i riferimenti valoriali. Il governo della città non significa solo sostituire le lampadine con i led o asfaltare le strade (interventi comunque importanti), ma vuol dire riscoprire i valori della partecipazione nelle scelte, secondo un principio di sussidiarietà: perché alle opere di arredo o di manutenzione che riguardano un singolo quartiere deve provvedere la Giunta quando è possibile che l’assemblea, strumento di cui la nostra maggioranza ha dotato l’amministrazione, decida con maggiore cognizione di causa? Essere aperti vuol dire riconoscere che il molteplice non ha risposte univoche e che le decisioni importanti sono il frutto di processi, anche travagliati, in cui la comunità si interroga sulla risposta migliore per affrontare i problemi imposti dai tempi. Alle chiusure sono preferibili le aperture, anche di credito: è in gioco il nostro futuro.

giovedì 12 gennaio 2017

CRESCERE CON L'AMBIENTE

Nel corso del mandato amministrativo che sta per concludersi si sono individuati alcuni punti qualificanti da cui partire per pensare ad una città aperta e moderna che vive in un contesto dinamico, pronta a cogliere ogni opportunità di crescita sociale, culturale ed economica. Ad esempio il parco regionale che comprenderà la Brughiera Briantea. Attorno all'idea del parco sono state elaborate, nel piano di governo del territorio, alcune linee di indirizzo che hanno previsto strette connessioni con l'area protetta, per la creazione della rete verde comunale, intesa come un continuum che si inserisce nel consolidato urbano. Anche l'idea di restituire ampi comparti del territorio alla propria vocazione originaria, prime propaggini delle aree a più stretta tutela, ha inteso preservare e promuovere quei preziosi elementi di naturalità rimasti. Certo Cantù resta un distretto ad alta densità produttiva, ma i continui cambiamenti in atto e la necessità di coniugare ambiente ed economia, possono rappresentare importanti fattori di sviluppo se, promuovendo le riserve naturali, si colgono le occasioni offerte, ad esempio, dai fondi europei di sviluppo regionale. Lo scorso dicembre la Giunta Regionale ha approvato, in tale ambito, secondo le linee dell'accordo di partenariato Stato-Regioni, un indirizzo che prevede il finanziamento a fondo perduto per progetti di riqualificazione di strutture ricettive e di pubblici esercizi. Sono disponibili, per le aziende private, fondi sino a 35.000.000 di Euro. Il secondo passo delle amministrazione è sostenere e coordinare l'azione di ricerca di fondi comunitari per programmi e progetti che prevedano anche partenariati pubblico-privato.

lunedì 9 gennaio 2017

COMPETENZE E PARTECIPAZIONE

L’amministrazione degli enti locali oggi richiede un elevato livello di competenze, molto più che in passato. Non sono sufficienti l’onestà e l’impegno, che restano dei pre-requisiti indispensabili. La dimensione del governo locale impone modalità nuove che devono prevedere moduli organizzativi conformi ad una gestione adattativa che consideri, da un lato, il drastico calo delle disponibilità finanziarie e dall'altro le molteplici opportunità offerte dalle semplici sinergie sino agli accordi con enti, associazioni o comunque soggetti, sia pubblici che privati. Progettazione e programmazione degli interventi e delle erogazioni costituiscono, oggi, la chiave di volta sia per costruire rapporti proficui che per il fund raising. Con una semplice metafora cercherò di chiarire meglio la mia esposizione, riferendomi alla fisiologia delle piante. Se ad un albero viene a mancare l’acqua, la prima reazione sarà il disseccamento delle foglie e dei rami periferici della chioma. Ma nei casi di siccità la sua salvezza non dipenderà esclusivamente dal ritorno, auspicabile, dell’acqua, ma anche dalla possibilità che le radici abbiano trovato, in profondità, terreno umido che consenta la loro sopravvivenza. Si tratta, per le organizzazioni complesse, di creare meccanismi flessibili che consentano cambiamenti rapidi quando si rendono necessari per mantenere le proprie finalità. La vera sfida resta però quella di attivare questi meccanismi coniugandoli alla partecipazione, il punto nodale della politica che, con i partiti, ha toccato il punto di non ritorno. Fra l'avanzare dell'autoritarismo ed una maggiore partecipazione ed impegno per i beni comuni, quale appare la soluzione più auspicabile?

martedì 20 dicembre 2016

SEMPLICI RAGIONI

Ho contribuito alla fondazione di Lavori in Corso perché mancavano, nella politica dei partiti, le risposte all'enorme bisogno di cambiamento. Non ho mai pensato alla nostra civica come ad uno strumento, ma piuttosto l'ho ritenuta un fine. La democrazia, il principio insostituibile nell'azione di governo, doveva tornare ad essere partecipazione. La nostra Carta dei Principi la mette al centro, con la condivisione e la collegialità nelle scelte. Il nostro obiettivo non è mai stato sostituirci ad altri nella gestione del potere, ma creare strumenti che lo diffondano e che consentano, come in natura gli enzimi, le reazioni necessarie per l'avvio di circoli virtuosi. La nostra maggioranza ha fatto molto per la Città: certamente più di quanto è stato fatto in passato, quando vi era una disponibilità finanziaria oggi impensabile. Con le poche risorse a disposizione, con un'opera di risanamento della finanza pubblica senza precedenti, sono stati approvati strumenti indispensabili per il governo del territorio, per abbattere le barriere architettoniche, per mettere in sicurezza, con le vasche di laminazione, le aree sensibili ai gravosi allagamenti del passato. Sono stati istitutiti strumenti di partecipazione come le assemblee di quartiere ed i prosindaci, con la modifica dello statuto comunale. Abbiamo mantenuto un elevato livello nell'erogazione dei servizi. Sono solo alcuni degli obiettivi raggiunti. Resta, però, ancora molto da fare. Proprio sul primo principio della nostra civica: la partecipazione e la condivisione nelle scelte per fare finalmente un salto di qualità della coalizione verso quegli orizzonti che abbiamo sempre desiderato in una visione rovesciata della politica: dalla reppresentanza alla democrazia diretta e partecipata. Il percorso è però accidentato e minato da tentazioni verticistiche. La città ha potenzialità enormi cui attingere per tornare ad essere una comunità autorevole e di riferimento per gli altri enti locali. Non deve, però, perdere l'occasione per essere un laboratorio di nuove sperimentazioni politiche, sociali ed economiche, per valorizzare i beni comuni applicando principi e temi partecipativi. Si tratta di dare risposte a problematiche complesse impiegando, a piccole dosi, i nostri strumenti; coinvolgendo, secondo livelli progressivi, il maggior numero di cittadini. Per questo ho segnalato all'assemblea che designerà il candidato Sindaco di Lavori in Corso e Cantù Rugiada la mia disponibilità, su indicazione di alcuni militanti: pur consapevole delle enormi difficoltà di un compito particolarmente gravoso, vorrei garantire la prosecuzione di un processo iniziato nei primi anni del 2000 per attuare una politica nuova, nella sostanza e nello stile.

martedì 18 ottobre 2016

SI O NO. L'IMPORTANTE E' UNA SCELTA CONSAPEVOLE

Serve, lontani dal populismo, dalle personalizzazioni e dai facili slogan un'occasione per capire e per riflettere sulla scelta che siamo chiamati a compiere, senza pregiudizi ideologici o di schieramento. Qual è la portata della riforma costituzionale, cosa davvero cambia se dovesse prevalere il si? Per avere le idee chiare occorre un giurista di chiara fama che possa raccontarci le modifiche più incidenti, illustrandoci le strutture istituzionali degli altri paesi per un confronto illuminante. Abbiamo pensato a Paola Viviani Schlein, Preside della facoltà di giurisprudenza dell'Università dell'Insubria sino al 2013, attualmente incaricata di diritto pubblico comparato e titolare di prestigiosi incarichi nell'ateneo comasco ed in altre università italiane. La nostra coalizione civica offre alla città gli strumenti per comprendere, partendo da un'analisi critica: se e come funzionerà il nuovo Senato, quale sarà l'effettivo riparto di competenze tra stato e regioni e quale incidenza potrà avere la nuova legge elettorale con la nuova architettura costituzionale. Tante domande per una risposta chiara, nel segno della democrazia diretta.

domenica 16 ottobre 2016

PERLE IN BRIANZA

Non è piacevole stare in fila. Ma, per paradosso, oggi ero particolarmente felice di vedere così tante persone davanti a me in attesa di visitare la chiesa di Santa Maria, un piccolo gioiello di Cantù. Grazie al FAI, all'arch. Carlo Marelli e a Francesco Pavesi (con il prezioso aiuto di Maurizio Tagliabue e Franco Chiarolla) sono finalmente riuscito a cogliere, dalla cupola di Santa Maria, una straordinaria visione d'insieme, da oltre trenta metri d'altezza, di una chiesa di un barocco inusuale, caratterizzato da simboli e geometrie lontani dagli eccessi fastosi a cui notoriamente quello stile rimanda. Una perla. E così è stato per la visita successiva Sant'Ambrogio, che già conoscevo, fastosa, spettacolare e decadente, meraviglioso sfondo della ritrovata Selettiva, curata da Tiziano Casartelli. Cantù conserva gioielli che raccontano una storia preziosa ed originale da riscoprire e da cui ripartire.