Ci sono, in natura, processi
sotterranei che, dopo un avvio lento e silenzioso, manifestano i loro frutti. Si
tratta di fenomeni spontanei, che nascono dalla complessità degli ecosistemi. Non
vi sono decisori, ma segnali che vengono colti dalle comunità organiche: il
clima favorevole, la presenza di sostanze minerali, l’acqua ed altro ancora. Il
risultato è davvero eclatante quando si manifesta in tutta la sua dimensione
fisica. Tali processi, pur con le dovute
differenziazioni, possono avviarsi anche all’interno delle nostre comunità. Il
polo aggregante potrebbe essere rappresentato da un bene comune, anche se non
necessariamente. Le persone, in vista di un obiettivo condiviso, avendo la potenziale
disponibilità di alcuni fattori e potendo conseguire materialmente delle
utilità si organizzano stabilendo regole condivise di comportamento. Come è
chiarito in alcuni importanti studi che si sono occupati di processi simili, vi
sono circostanze e situazioni che determinano la durata ed il conseguimento,
illimitato, degli obiettivi fissati dalla comunità di riferimento. La nostra
civica, sotto questo profilo, ha svolto un ruolo eccezionale, favorendo la
germinazione di alcuni processi spontanei. Il mio primo pensiero va agli
ortisti che hanno dato vita ad un’associazione, stabilendo regole comuni di
comportamento, che si occupata della materiale realizzazione ed assegnazione di
orti da coltivare. Ma vi sono anche altre situazioni che possono essere indicate
come l’esperienza civica dei volontari, le scelte partecipative rivolte alla riqualificazione
dell’immobile un tempo destinato alla Pretura, la riqualificazione del parco di
Mirabello. La funzione degli amministratori è stata, in questi casi, la messa a
disposizione di competenze per facilitare i processi ed il difficile
coordinamento con la burocrazia. Un ruolo ancora più incidente dell’indirizzo
politico è quello concretizzatosi con le modifiche statutarie che hanno dato
alla comunità canturina la possibilità di istituire assemblee nelle frazioni, nominare
prosindaci e ricorrere con più facilità a strumenti di democrazia diretta. Sono
quelle “infrastrutture” istituzionali (in natura gli enzimi) che possono
determinare l’avvio di processi virtuosi, con la tendenza ad una forma diffusa
di potere, comunque controllato dai partecipanti. Credo che i fenomeni
corruttivi che in questi tempi si manifestano in tutta la loro virulenza
avrebbero, in simili situazioni, ben poche possibilità di attecchire. La
risposta alle esigenze della comunità viene dal basso se lo scopo è duraturo.
Il taumaturgo, l’uomo del destino o il risolutore che viene da lontano non sono
semi del nostro orto.
sabato 7 novembre 2015
sabato 17 ottobre 2015
diverso è possibile: RIFLESSIONI NECESSARIE
diverso è possibile: RIFLESSIONI NECESSARIE: Credo che sia giunto il tempo di riflettere su alcune situazioni e su taluni processi in atto che non rispondono ai valori fondanti della...
RIFLESSIONI NECESSARIE
Credo che sia giunto il tempo di
riflettere su alcune situazioni e su taluni processi in atto che non rispondono
ai valori fondanti della nostra Civica. In primo luogo un fatto molto
increscioso che non possiamo trascurare: Paolo Cattaneo ha condiviso, sul suo
profilo Facebook, un ributtante post venato di razzismo su un parlamentare di
origine marocchina. Conoscendo Paolo ho pensato ad una guasconata sulla quale
non ha molto riflettuto. Purtroppo ha commesso un errore imperdonabile
arrecando un danno assai grave a Lavori in Corso che, sino ad oggi, ha svolto
un difficile lavoro sui percorsi di inclusione sociale (con la cittadinanza
simbolica) e sulla libertà di culto (con la previsione del PGT che
concretizzava le istanze della comunità islamica e l'adesione all'associazione
Liberi Insieme).
Un Assessorato così delicato richiede
misura, imparzialità e compostezza. Credo che sul punto si renda necessaria una
riflessione.
Sul palazzetto è purtroppo prevalsa
la politica spettacolo fatta di annunci ad effetto, come se si trattasse di una
lotteria a premi con l'estrazione del numero vincente. Lic rimane la civica del
silenzio operoso, degli obiettivi raggiunti nell'interesse dei cittadini e non
dei protagonismi da avanspettacolo. Aggiungo che l'Assemblea di Lic non è
ancora stata investita delle novità che abbiamo appreso dai media. Mi auguro
che il Sindaco, quanto prima, informi i militanti (e non con una conferenza
stampa). Le decisioni passano in Consiglio e le procedure sono informate ai
principi dell'evidenza pubblica. Forse sarebbe opportuno che la Maggioranza
discutesse approfonditamente su un argomento tanto importante per il futuro
della città.
Anche il Piano Urbano del traffico
necessità di ulteriori approfondimenti che il tavolo tecnico, recentemente
costituito su mandato dell'assemblea, svolgerà su alcune criticità irrisolte.
Vorrei, infine, ma è mia opinione
personale, esprimere alcune perplessità sulla c.d. tangenzialina che creerebbe
più problemi di quanti ne vorrebbe risolvere. Un'opera davvero utile? Sarebbe
positivo il bilancio costi-benefici? Mi auguro che il dibattito si apra anche
su questo tema, con il coinvolgimento dell'assemblea di Fecchio.
Temi importanti in discussione non
mancano: ai militanti la parola.
domenica 9 agosto 2015
diverso è possibile: ELOGIO DELLA LENTEZZA (E DELLA VESPA)
diverso è possibile: ELOGIO DELLA LENTEZZA (E DELLA VESPA): Da molto desideravo scrivere sulla lentezza in tempi che, ormai, non la permettono o che la traducono negativamente in quasi tutte le sue ...
ELOGIO DELLA LENTEZZA (E DELLA VESPA)
Da molto desideravo scrivere sulla lentezza in tempi che, ormai, non la permettono o che la traducono negativamente in quasi tutte le sue manifestazioni. Siamo come automi che corrono senza avere una meta che non celi un abuso del nostro tempo. In metropolitana o in auto non cambia: non possiamo permetterci un'andatura o una velocità più naturali che consentano anche solo di guardare quanto ci accade intorno. Da quando uso la mia vespa 150 sport del 1966 ne ho la chiara percezione. Sfrecciano davanti a me (a volte provengono da dietro, senza alcun preavviso) scooter accelerati che ripartono in pochi secondi lasciandomi ancora al semaforo mentre innesto la prima. Tutti tesi a superare il veicolo che li precede senza curarsi di invadere la corsia opposta. Con una velocità elevata e curve pennellate alla perfezione. Cose, lo ammetto, che non mi posso permettere. La vespa è instabile e capricciosa, con due piccole ruote infide: non è proprio il caso, vi assicuro, di metterla alla prova. E allora non mi resta che andare piano, apprezzare i luoghi, guardare di sottecchi il paesaggio che, quando scendo dalla Valfresca, si squarcia in un lago profondo e sempre nuovo nelle sue pareti verticali. Ascolto lo scoppiettio del motore a due tempi: forse non è poi così male la lentezza che in altri tempi si doveva necessariamente subire e che oggi può renderci anche solo un piccolo accenno di libertà.
mercoledì 22 luglio 2015
IL CARROZZONE (NON) VA AVANTI DA SÉ
Bizzozero
sarà pure esuberante, ma nella vicenda del CPT ha ragione da vendere. Davvero
non si capisce come i soci del Consorzio (che ha cessato ormai ogni funzione
utile) possano continuare a nominare consiglieri d’amministrazione senza
rendersi conto che è indispensabile la liquidazione. Se poi è vero che il
Consorzio vanta un credito rilevante nei confronti di SPT e gli amministratori
che si sono succeduti sino ad oggi non hanno avviato alcuna azione volta al suo
recupero, credo che il Comune di Cantù, nella sua qualità di azionista dovrebbe
valutare l’ipotesi di avviare un’azione di responsabilità (oltre che
sollecitare quella di conto). Insomma basta con i giochetti e con i distinguo
dietro i quali si cela (come la foglia di fico) la sola volontà di perpetuare un
ente inutile. È arrivato il momento di assumersi le proprie responsabilità:
Certo non nella direzione mostrata dal Sindaco di Figino che, non avendo alcun
argomento da spendere per i suoi goffi (quanto inefficaci) tentativi di
distinguo, coinvolge, inopportunamente (e del tutto del tutto gratuitamente) Massimo
di Domenico, Presidente di Canturina Servizi. Massimo di Domenico, come ben sa
il Sindaco di Figino, è una persona competente e particolarmente qualificata
per ricoprire il ruolo affidatogli, nel rispetto dei principi e dei criteri
stabiliti dal Consiglio comunale di Cantù. Ben avrebbe potuto (e dovuto in
forza dei titoli posseduti) svolgere anche il ruolo di amministratore della Sud
Seveso Servizi. Solo per rispetto degli altri soci (che dovrebbe essere
reciproco) Cantù ha consentito la nomina di altro soggetto. Soccorre una voce proverbiale:
un bel tacer non fu mai scritto.
lunedì 6 luglio 2015
LA GRECIA SIAMO NOI
La partita che i Greci stanno
giocando avrebbe dovuto essere la nostra partita. Non si tratta di non pagare i
debiti, ma di trovare una soluzione onorevole che restituisca dignità e
speranza ai popoli del vecchio continente, annichiliti da una crisi strutturale
che ha cambiato tutto. La tremenda stretta della politica economica europea,
sostenuta dal Fondo Monetario, non solo non ha dato gli esiti prospettati, ma
ha ulteriormente depresso le economie degli stati con un debito pubblico
eccessivo, come il nostro. Siamo abituati a vedere le cose in un’ottica di
mercato: tutto ha un prezzo. Ma ci sono
beni che non possono essere oggetto di transazione: la speranza ed il desiderio
di felicità che solo la prospettiva di un dignitosa via di uscita può generare.
Ecco perché trovo che il rispetto dei conti e dei parametri oggi sia una solenne
sciocchezza di fronte a situazioni nelle quali il sistema sanitario non è più
in grado di curare i propri cittadini e la soglia di povertà è drammaticamente
estesa (oltre 700.000 minori, secondo l’UNICEF, sono esposti al rischio di
povertà ed esclusione sociale). Avremmo bisogno di un’altra Europa e non di
quella nata con i trattati che hanno fondato la convivenza sulla libera
concorrenza e sulla libera circolazione dei capitali. Avremmo bisogno di
istituzioni sensibili e pronte ad affrontare ogni allarme sociale, nel rispetto
dei diritti fondamentali dell’uomo (migranti o cittadini europei che siano).
Ecco perché sono sempre più convinto che il nostro posto sia a fianco della
Grecia e dei paesi che, come noi, hanno inutilmente sacrificato sull’altare dei
conti la speranza di un futuro per le nuove generazioni.
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