giovedì 1 giugno 2017

SICUREZZA SOCIALE



Il tema della sicurezza pubblica è oggi divenuto centrale. Proprio oggi ne parlavo con una persona stimata ed autorevole che vive a Cantù. Abbiamo condiviso il pensiero che le città devono essere luoghi sicuri per esprimere la nostra socialità. Non si tratta solo dell’aspetto repressivo che conserva, comunque, un ruolo ineludibile nelle politiche di sicurezza pubblica. Come sappiamo, con il decreto legge sulla sicurezza urbana, il sindaco può adottare ordinanze contingibili e urgenti anche per affrontare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell'ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, con attenzione particolare alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti. Nel nostro programma prevediamo che gli interventi per la legalità possano divenire strutturali in un’ottica di programmazione e di prevenzione, approvando il regolamento di sicurezza urbana che contemplerà anche le azioni di coordinamento delle forze di polizia. Sotto il profilo partecipativo è importante il coinvolgimento attivo dei cittadini (controllo di vicinato), degli operatori economici e del corpo di Polizia Locale, in vista dell’assunzione di personale di polizia locale, sin dal 2017, nei limiti di legge. Anche alla luce dei recenti fatti di cronaca diviene insopprimibile l’esigenza di garantire la sicurezza sociale. Lavori in Corso è sul pezzo.

martedì 30 maggio 2017

LA FORZA DEL PROGRAMMA

Il programma di lavori in Corso è senza dubbio quello più completo ed avanzato. Se le elezioni dovessero misurarsi sulla forza dei programmi, le civiche che sostengono Francesco Pavesi non avrebbero avversari. Certo la mia affermazione è di parte, ma invito chiunque a perdere un po’ del suo tempo per un raffronto. I programmi elettorali sono rinvenibili sul sito del Comune, alla sezione elezioni amministrative. Il Programma di Edgardo Arosio pone al centro il tema della sicurezza, del rigore, dell’ordine pubblico e del decoro urbano ritenendo che Cantù debba essere una sorta di caserma volta a proteggere i suoi cittadini con ogni sorta di misura prevista dall'ordinamento. In relazione all’ambiente non v’è alcun cenno al parco regionale, mentre nell'urbanistica, dimenticando il pregresso, la parola d’ordine è non fare cassa ed evitare interventi speculativi. Ne deriva un quadro frammentario, tra la (tenue) critica (il P.G.T. vigente non è condiviso appieno) e le proposte d’azione non sempre misurate sugli strumenti normativi a disposizione degli enti locali. Lascio a voi completare il giudizio. La coalizione di Alberto Novati ha steso un programma discorsivo, impostato sulle azioni che si intendono intraprendere, considerando positivamente l’esperienza dell’attuale maggioranza in molti ambiti (si pensi alla partecipazione, al trasporto pubblico, al bilancio partecipato). Sconta, invece, l’incompletezza, privilegiando, con enfasi, le azioni che riporterebbero Cantù al ruolo di “pivot”. Il movimento Cinquestelle si affida ad un programma con una buona impostazione di base, che evidenzia gli obiettivi ed enuncia, di seguito, le azioni: è però carente nell'analisi delle problematiche, troppo schematico nelle elencazioni degli interventi e disomogeneo nella proposta (ad esempio in tema di servizi sociali il programma si sofferma molto sulla banca del tempo e limita a poche righe i servizi che costituiscono la voce più rilevante delle uscite per i Comuni). Lascio ai lettori il giudizio sul nostro programma, sulle proposte e sulla sua fruibilità.  

domenica 14 maggio 2017

COERENZA, VALORI E SERVIZIO


Siamo abituati, nell'attuale panorama politico, a profonde divisioni interne. Ogni partito o movimento, nello scontro per la leadership, perde i propri pezzi ed il personalismo dei primattori finisce per sopraffare la dialettica necessaria per comporre le più che naturali diversità di opinioni. Domina l'incoerenza, il cambio delle casacche, il trasformismo. 
Non è così per noi di Lavori in Corso che pur tra le differenze, le travagliate discussioni e l'uscita di scena di Claudio Bizzozero, abbiamo proposto una candidatura eccellente, quella di Francesco Pavesi e il nostro carico di valori per il quale, in silenzio, abbiamo lavorato. Mi riferisco, in primis, alla partecipazione dei cittadini, ad una visione politica che non sacrifica, pur tra i ristretti limiti di bilancio, le esigenze dei più deboli ed i diritti nelle diversità, conservando salda l'idea che la città debba essere sicura, protetta e attrattiva. Abbiamo elaborato un programma avanzato, frutto di una visione politica che coniuga l'esperienza sul campo per proporre continuità e cambiamento. Non resta che dedicarci con lo spirito di sempre, al servizio della città. Confidando nel fatto che i canturini sapranno valutare il lavoro concreto ed i progetti futuri.

domenica 26 marzo 2017

LE SVOLTE



Ritengo sempre opportuna una pausa di riflessione dopo accadimenti che segnano, nella politica locale, svolte ineludibili. Claudio Bizzozero ha avuto grandi meriti nella costruzione di un soggetto politico nuovo che incarnasse la sintesi dei valori di una grande tradizione politico-culturale (la stagione della dottrina sociale della Chiesa ed i valori del socialismo laico e riformista) per affrontare con essi la complessità del quotidiano, liquido (secondo la definizione di Bauman) ed in assenza di riferimenti politici, i partiti degradati ad involucri vuoti. Lavori in Corso ha saputo incarnare, in questi anni di progressive perdite nella scala valoriale, la sostanza necessaria per affrontare, con competenza e dedizione, la sfida amministrativa in ambito comunale. Non si tratta di rivendicare meriti (tutti effettivi e dimostrabili), ma di dare il giusto rilievo alla capacità di gestire la cosa pubblica in situazioni di sostanziale collasso economico e sociale, con la progressiva deprivazione dell’autonomia locale, nonostante la Costituzione. Chi oggi grida al fallimento della Civica non sa quello che dice e non è capace di (o peggio, in malafede, non vuole) distinguere.  Bizzozero, non da oggi, ha avviato una sfida solitaria e populista al sistema; le sue esternazioni non si sono, però, mai tradotte in atti di gestione sconsiderati. Lavori in Corso ha sempre mantenuto la rotta, conservando, al suo interno, un ampio e vivace dibattitto sulle scelte più importanti per l’interesse collettivo. Quanti partiti politici sono oggi in grado di garantire una discussione libera e costruttiva? Ora che Claudio Bizzozero ha definitivamente operato scelte irreversibili, il patrimonio di Lavori in Corso resta immutato e la Coalizione Civica intende assumersi, oltre i personalismi, così ricorrenti nella politica attuale, la responsabilità di proseguire un percorso virtuoso che ridia voce ai cittadini. Per queste stesse ragioni non ha alcun senso, oggi, invocare le dimissioni del sindaco, cercando di coprire con la coperta di Procuste l’inconsistenza di un’opposizione che, al di là di un diffuso vociare, in questi cinque anni non ha costruito nulla.

lunedì 6 febbraio 2017

MISERIE DELLA POLITICA (LOCALE)

Il signor Giorgio Masocco, aderente al Fronte di Liberazione Fiscale, noto per i suoi trascorsi leghisti e per le sue “intemperanze”, si è preso la premura di intervenire, non so a che titolo, per “informare” che sarei nel Consiglio di Amministrazione di ASF (l’azienda che gestisce i trasporti locali) per nomina del Partito Democratico. Il male informato – non so da chi, ma posso presumerlo – ha però errato due volte: in primo luogo non siedo in alcun consiglio di amministrazione, ma sono componente dell’organismo di vigilanza che è organo di controllo e non di amministrazione, come il nostro dovrebbe sapere. In secondo luogo sono stato incaricato esclusivamente per le mie competenze professionali e non per nomina di partito. Affermare il contrario significa affermare il falso – ed al terzo errore – non mi resterà che procedere ai sensi legge.

venerdì 3 febbraio 2017

PAVESI, IL BISCOTTO ED IL FARO

Sono stato il primo a complimentarmi con Francesco Pavesi che stimo sinceramente. Avevo chiarito che la mia candidatura non si poneva in contrapposizione con la sua figura, ma nasceva dal timore che occorresse autorevolezza e soprattutto autonomia per svoltare, definitivamente, una pagina fortunatamente conclusa. Ha promesso di unire le anime di Lavori in Corso e io ne prendo atto: mantengo a disposizione della lista civica le mie competenze e la mia professionalità per raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissi, ovvero la conferma alla guida della città secondo la nostra carta dei principi.
I biscotti si consumano all'ora del tè, ma così non usano alcuni alle nostre assemblee: prima di pranzo Roberta Molteni, con un gesto improvviso e plateale (?), ha letto il suo discorso già preparato, annunciando che avrebbe – seduta stante – ritirato la sua candidatura. Vinca il migliore? Non è così, visto che ha preferito imburrare il dolcetto per Francesco Pavesi … ça va sans dire! Non credo sia il profilo migliore per il vicesindaco, come l'oracolo si è affrettato a vaticinare.
Resta la “tutela” – ingombrante e mi auguro non richiesta – del faro (come definito da un lealista della prima – e dell’ultima - ora) che mi definisce, in una compiacente intervista, un candidato debole e organico al PD. Certo la mia debolezza è evidente: l’intera giunta ha dovuto schierarsi per ottenere la schiacciante maggioranza - di “ben” 14 voti (ne sarebbero bastati 7 in meno per mettere in discussione il risultato). Mentre  la sua forza, dopo un mandato, ha subito, come ha confessato, un drastico e repentino calo, tanto da indurlo a non ricandidarsi. Il faro ha fondato un altro partito, tax free - che nulla ha a che vedere con lavori in corso - nel quale mi sembra ben più evidente la sua organicità rispetto alla mia - inesistente - visto che non ho tessere del PD e non partecipo a loro riunioni. Ma non aveva affermato che Pavesi era il candidato ideale perché nel partito democratico avrebbe trovato apprezzamenti? Anche l’acume ed il "fiuto" politico del nostro faro … cambiano, a seconda della bisogna!

giovedì 19 gennaio 2017

CANTU' CITTA' APERTA

Non è il richiamo alla cinematografia del neorealismo italiano che mi induce alla citazione contenuta nel titolo: si tratta piuttosto di un richiamo allo spirito dei canturini, sempre rivolto verso il milanese e verso le qualità riconosciute che il capoluogo di regione sempre ci ispira: non solo sotto il profilo economico, ma anche per gli aspetti morali e spirituali della diocesi cui la città appartiene. Essere aperti significa avere la capacità per comprendere le nuove problematiche che la complessità ci pone, adattando le risposte a seconda delle necessità contingenti, senza però perdere i riferimenti valoriali. Il governo della città non significa solo sostituire le lampadine con i led o asfaltare le strade (interventi comunque importanti), ma vuol dire riscoprire i valori della partecipazione nelle scelte, secondo un principio di sussidiarietà: perché alle opere di arredo o di manutenzione che riguardano un singolo quartiere deve provvedere la Giunta quando è possibile che l’assemblea, strumento di cui la nostra maggioranza ha dotato l’amministrazione, decida con maggiore cognizione di causa? Essere aperti vuol dire riconoscere che il molteplice non ha risposte univoche e che le decisioni importanti sono il frutto di processi, anche travagliati, in cui la comunità si interroga sulla risposta migliore per affrontare i problemi imposti dai tempi. Alle chiusure sono preferibili le aperture, anche di credito: è in gioco il nostro futuro.