Il tema della sicurezza pubblica
è oggi divenuto centrale. Proprio oggi ne parlavo con una persona stimata ed
autorevole che vive a Cantù. Abbiamo condiviso il pensiero che le città devono
essere luoghi sicuri per esprimere la nostra socialità. Non si tratta solo
dell’aspetto repressivo che conserva, comunque, un ruolo ineludibile nelle
politiche di sicurezza pubblica. Come sappiamo, con il decreto legge sulla
sicurezza urbana, il sindaco può adottare ordinanze contingibili e urgenti
anche per affrontare situazioni di grave incuria o degrado del territorio,
dell'ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della
vivibilità urbana, con attenzione particolare alle esigenze di tutela della
tranquillità e del riposo dei residenti. Nel nostro programma prevediamo che
gli interventi per la legalità possano divenire strutturali in un’ottica di
programmazione e di prevenzione, approvando il regolamento di sicurezza urbana
che contemplerà anche le azioni di coordinamento delle forze di polizia. Sotto
il profilo partecipativo è importante il coinvolgimento attivo dei cittadini
(controllo di vicinato), degli operatori economici e del corpo di Polizia
Locale, in vista dell’assunzione di personale di polizia locale, sin dal 2017,
nei limiti di legge. Anche alla luce dei recenti fatti di cronaca diviene insopprimibile
l’esigenza di garantire la sicurezza sociale. Lavori in Corso è sul pezzo.
giovedì 1 giugno 2017
martedì 30 maggio 2017
LA FORZA DEL PROGRAMMA
Il programma di lavori in Corso è
senza dubbio quello più completo ed avanzato. Se le elezioni dovessero
misurarsi sulla forza dei programmi, le civiche che sostengono Francesco Pavesi
non avrebbero avversari. Certo la mia affermazione è di parte, ma invito
chiunque a perdere un po’ del suo tempo per un raffronto. I programmi elettorali
sono rinvenibili sul sito del Comune, alla sezione elezioni amministrative. Il
Programma di Edgardo Arosio pone al centro il tema della sicurezza, del rigore,
dell’ordine pubblico e del decoro urbano ritenendo che Cantù debba essere una sorta
di caserma volta a proteggere i suoi cittadini con ogni sorta di misura
prevista dall'ordinamento. In relazione all’ambiente non v’è alcun cenno al
parco regionale, mentre nell'urbanistica, dimenticando il pregresso, la parola
d’ordine è non fare cassa ed evitare interventi speculativi. Ne deriva un
quadro frammentario, tra la (tenue) critica (il P.G.T. vigente non è condiviso
appieno) e le proposte d’azione non sempre misurate sugli strumenti normativi a
disposizione degli enti locali. Lascio a voi completare il giudizio. La coalizione
di Alberto Novati ha steso un programma discorsivo, impostato sulle azioni che
si intendono intraprendere, considerando positivamente l’esperienza dell’attuale
maggioranza in molti ambiti (si pensi alla partecipazione, al trasporto
pubblico, al bilancio partecipato). Sconta, invece, l’incompletezza,
privilegiando, con enfasi, le azioni che riporterebbero Cantù al ruolo di “pivot”.
Il movimento Cinquestelle si affida ad un programma con una buona impostazione di
base, che evidenzia gli obiettivi ed enuncia, di seguito, le azioni: è però
carente nell'analisi delle problematiche, troppo schematico nelle elencazioni
degli interventi e disomogeneo nella proposta (ad esempio in tema di servizi
sociali il programma si sofferma molto sulla banca del tempo e limita a poche
righe i servizi che costituiscono la voce più rilevante delle uscite per i
Comuni). Lascio ai lettori il giudizio sul nostro programma, sulle proposte e
sulla sua fruibilità.
domenica 14 maggio 2017
COERENZA, VALORI E SERVIZIO
Siamo abituati, nell'attuale panorama politico, a profonde divisioni interne. Ogni partito o movimento, nello scontro per la leadership, perde i propri pezzi ed il personalismo dei primattori finisce per sopraffare la dialettica necessaria per comporre le più che naturali diversità di opinioni. Domina l'incoerenza, il cambio delle casacche, il trasformismo.
Non è così per noi di Lavori in Corso che pur tra le differenze, le travagliate discussioni e l'uscita di scena di Claudio Bizzozero, abbiamo proposto una candidatura eccellente, quella di Francesco Pavesi e il nostro carico di valori per il quale, in silenzio, abbiamo lavorato. Mi riferisco, in primis, alla partecipazione dei cittadini, ad una visione politica che non sacrifica, pur tra i ristretti limiti di bilancio, le esigenze dei più deboli ed i diritti nelle diversità, conservando salda l'idea che la città debba essere sicura, protetta e attrattiva. Abbiamo elaborato un programma avanzato, frutto di una visione politica che coniuga l'esperienza sul campo per proporre continuità e cambiamento. Non resta che dedicarci con lo spirito di sempre, al servizio della città. Confidando nel fatto che i canturini sapranno valutare il lavoro concreto ed i progetti futuri.
domenica 26 marzo 2017
LE SVOLTE
Ritengo sempre opportuna una
pausa di riflessione dopo accadimenti che segnano, nella politica locale,
svolte ineludibili. Claudio Bizzozero ha avuto grandi meriti nella costruzione
di un soggetto politico nuovo che incarnasse la sintesi dei valori di una
grande tradizione politico-culturale (la stagione della dottrina sociale della
Chiesa ed i valori del socialismo laico e riformista) per affrontare con essi
la complessità del quotidiano, liquido (secondo la definizione di Bauman) ed in
assenza di riferimenti politici, i partiti degradati ad involucri vuoti. Lavori
in Corso ha saputo incarnare, in questi anni di progressive perdite nella scala
valoriale, la sostanza necessaria per affrontare, con competenza e dedizione,
la sfida amministrativa in ambito comunale. Non si tratta di rivendicare meriti
(tutti effettivi e dimostrabili), ma di dare il giusto rilievo alla capacità di
gestire la cosa pubblica in situazioni di sostanziale collasso economico e
sociale, con la progressiva deprivazione dell’autonomia locale, nonostante la
Costituzione. Chi oggi grida al fallimento della Civica non sa quello che dice
e non è capace di (o peggio, in malafede, non vuole) distinguere. Bizzozero, non da oggi, ha avviato una sfida
solitaria e populista al sistema; le sue esternazioni non si sono, però, mai
tradotte in atti di gestione sconsiderati. Lavori in Corso ha sempre mantenuto
la rotta, conservando, al suo interno, un ampio e vivace dibattitto sulle
scelte più importanti per l’interesse collettivo. Quanti partiti politici sono
oggi in grado di garantire una discussione libera e costruttiva? Ora che
Claudio Bizzozero ha definitivamente operato scelte irreversibili,
il patrimonio di Lavori in Corso resta immutato e la Coalizione Civica intende
assumersi, oltre i personalismi, così ricorrenti nella politica attuale, la responsabilità
di proseguire un percorso virtuoso che ridia voce ai cittadini. Per queste stesse
ragioni non ha alcun senso, oggi, invocare le dimissioni del sindaco, cercando
di coprire con la coperta di Procuste l’inconsistenza di un’opposizione che, al
di là di un diffuso vociare, in questi cinque anni non ha costruito nulla.
lunedì 6 febbraio 2017
MISERIE DELLA POLITICA (LOCALE)
Il signor Giorgio Masocco, aderente
al Fronte di Liberazione Fiscale, noto per i suoi trascorsi leghisti e per le sue
“intemperanze”, si è preso la premura di intervenire, non so a che titolo, per “informare”
che sarei nel Consiglio di Amministrazione di ASF (l’azienda che gestisce i
trasporti locali) per nomina del Partito Democratico. Il male informato – non so
da chi, ma posso presumerlo – ha però errato due volte: in primo luogo non
siedo in alcun consiglio di amministrazione, ma sono componente dell’organismo
di vigilanza che è organo di controllo e non di amministrazione, come il nostro
dovrebbe sapere. In secondo luogo sono stato incaricato esclusivamente per le mie competenze
professionali e non per nomina di partito. Affermare il contrario significa
affermare il falso – ed al terzo errore – non mi resterà che procedere ai sensi
legge.
venerdì 3 febbraio 2017
PAVESI, IL BISCOTTO ED IL FARO
Sono stato il primo a
complimentarmi con Francesco Pavesi che stimo sinceramente. Avevo chiarito che
la mia candidatura non si poneva in contrapposizione con la sua figura, ma
nasceva dal timore che occorresse autorevolezza e soprattutto autonomia per
svoltare, definitivamente, una pagina fortunatamente conclusa. Ha promesso di
unire le anime di Lavori in Corso e io ne prendo atto: mantengo a disposizione della lista civica le mie competenze e la mia professionalità per raggiungere l’obiettivo che ci
siamo prefissi, ovvero la conferma alla guida della città secondo la nostra carta dei principi.
I biscotti si consumano all'ora
del tè, ma così non usano alcuni alle nostre assemblee: prima di pranzo Roberta
Molteni, con un gesto improvviso e plateale (?), ha letto il suo discorso già preparato, annunciando che avrebbe – seduta stante – ritirato la sua candidatura.
Vinca il migliore? Non è così, visto che ha preferito imburrare il dolcetto per
Francesco Pavesi … ça va sans dire! Non credo sia il profilo migliore per il
vicesindaco, come l'oracolo si è affrettato a vaticinare.
Resta la “tutela” – ingombrante e
mi auguro non richiesta – del faro (come definito da un lealista della prima –
e dell’ultima - ora) che mi definisce, in una compiacente intervista, un candidato debole e organico al PD.
Certo la mia debolezza è evidente: l’intera giunta ha dovuto schierarsi per
ottenere la schiacciante maggioranza - di “ben” 14 voti (ne sarebbero bastati 7
in meno per mettere in discussione il risultato). Mentre la sua forza, dopo un mandato, ha subito, come ha confessato, un drastico e repentino calo, tanto da indurlo a non ricandidarsi. Il faro ha fondato un altro partito, tax free - che nulla ha a che vedere con
lavori in corso - nel quale mi sembra ben più evidente la sua organicità rispetto alla mia - inesistente - visto che
non ho tessere del PD e non partecipo a loro riunioni. Ma non
aveva affermato che Pavesi era il candidato ideale perché nel partito democratico avrebbe trovato apprezzamenti? Anche l’acume ed il "fiuto" politico del nostro faro … cambiano, a
seconda della bisogna!
giovedì 19 gennaio 2017
CANTU' CITTA' APERTA
Non è il richiamo alla cinematografia del neorealismo
italiano che mi induce alla citazione contenuta nel titolo: si tratta piuttosto
di un richiamo allo spirito dei canturini, sempre rivolto verso il milanese e
verso le qualità riconosciute che il capoluogo di regione sempre ci ispira: non
solo sotto il profilo economico, ma anche per gli aspetti morali e spirituali
della diocesi cui la città appartiene. Essere aperti significa avere la
capacità per comprendere le nuove problematiche che la complessità ci pone,
adattando le risposte a seconda delle necessità contingenti, senza però perdere
i riferimenti valoriali. Il governo della città non significa solo sostituire le
lampadine con i led o asfaltare le strade (interventi comunque importanti), ma
vuol dire riscoprire i valori della partecipazione nelle scelte, secondo un
principio di sussidiarietà: perché alle opere di arredo o di manutenzione che
riguardano un singolo quartiere deve provvedere la Giunta quando è possibile
che l’assemblea, strumento di cui la nostra maggioranza ha dotato l’amministrazione,
decida con maggiore cognizione di causa? Essere aperti vuol dire riconoscere
che il molteplice non ha risposte univoche e che le decisioni importanti sono
il frutto di processi, anche travagliati, in cui la comunità si interroga sulla
risposta migliore per affrontare i problemi imposti dai tempi. Alle chiusure
sono preferibili le aperture, anche di credito: è in gioco il nostro futuro.
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