Ritengo sempre opportuna una
pausa di riflessione dopo accadimenti che segnano, nella politica locale,
svolte ineludibili. Claudio Bizzozero ha avuto grandi meriti nella costruzione
di un soggetto politico nuovo che incarnasse la sintesi dei valori di una
grande tradizione politico-culturale (la stagione della dottrina sociale della
Chiesa ed i valori del socialismo laico e riformista) per affrontare con essi
la complessità del quotidiano, liquido (secondo la definizione di Bauman) ed in
assenza di riferimenti politici, i partiti degradati ad involucri vuoti. Lavori
in Corso ha saputo incarnare, in questi anni di progressive perdite nella scala
valoriale, la sostanza necessaria per affrontare, con competenza e dedizione,
la sfida amministrativa in ambito comunale. Non si tratta di rivendicare meriti
(tutti effettivi e dimostrabili), ma di dare il giusto rilievo alla capacità di
gestire la cosa pubblica in situazioni di sostanziale collasso economico e
sociale, con la progressiva deprivazione dell’autonomia locale, nonostante la
Costituzione. Chi oggi grida al fallimento della Civica non sa quello che dice
e non è capace di (o peggio, in malafede, non vuole) distinguere. Bizzozero, non da oggi, ha avviato una sfida
solitaria e populista al sistema; le sue esternazioni non si sono, però, mai
tradotte in atti di gestione sconsiderati. Lavori in Corso ha sempre mantenuto
la rotta, conservando, al suo interno, un ampio e vivace dibattitto sulle
scelte più importanti per l’interesse collettivo. Quanti partiti politici sono
oggi in grado di garantire una discussione libera e costruttiva? Ora che
Claudio Bizzozero ha definitivamente operato scelte irreversibili,
il patrimonio di Lavori in Corso resta immutato e la Coalizione Civica intende
assumersi, oltre i personalismi, così ricorrenti nella politica attuale, la responsabilità
di proseguire un percorso virtuoso che ridia voce ai cittadini. Per queste stesse
ragioni non ha alcun senso, oggi, invocare le dimissioni del sindaco, cercando
di coprire con la coperta di Procuste l’inconsistenza di un’opposizione che, al
di là di un diffuso vociare, in questi cinque anni non ha costruito nulla.
domenica 26 marzo 2017
lunedì 6 febbraio 2017
MISERIE DELLA POLITICA (LOCALE)
Il signor Giorgio Masocco, aderente
al Fronte di Liberazione Fiscale, noto per i suoi trascorsi leghisti e per le sue
“intemperanze”, si è preso la premura di intervenire, non so a che titolo, per “informare”
che sarei nel Consiglio di Amministrazione di ASF (l’azienda che gestisce i
trasporti locali) per nomina del Partito Democratico. Il male informato – non so
da chi, ma posso presumerlo – ha però errato due volte: in primo luogo non
siedo in alcun consiglio di amministrazione, ma sono componente dell’organismo
di vigilanza che è organo di controllo e non di amministrazione, come il nostro
dovrebbe sapere. In secondo luogo sono stato incaricato esclusivamente per le mie competenze
professionali e non per nomina di partito. Affermare il contrario significa
affermare il falso – ed al terzo errore – non mi resterà che procedere ai sensi
legge.
venerdì 3 febbraio 2017
PAVESI, IL BISCOTTO ED IL FARO
Sono stato il primo a
complimentarmi con Francesco Pavesi che stimo sinceramente. Avevo chiarito che
la mia candidatura non si poneva in contrapposizione con la sua figura, ma
nasceva dal timore che occorresse autorevolezza e soprattutto autonomia per
svoltare, definitivamente, una pagina fortunatamente conclusa. Ha promesso di
unire le anime di Lavori in Corso e io ne prendo atto: mantengo a disposizione della lista civica le mie competenze e la mia professionalità per raggiungere l’obiettivo che ci
siamo prefissi, ovvero la conferma alla guida della città secondo la nostra carta dei principi.
I biscotti si consumano all'ora
del tè, ma così non usano alcuni alle nostre assemblee: prima di pranzo Roberta
Molteni, con un gesto improvviso e plateale (?), ha letto il suo discorso già preparato, annunciando che avrebbe – seduta stante – ritirato la sua candidatura.
Vinca il migliore? Non è così, visto che ha preferito imburrare il dolcetto per
Francesco Pavesi … ça va sans dire! Non credo sia il profilo migliore per il
vicesindaco, come l'oracolo si è affrettato a vaticinare.
Resta la “tutela” – ingombrante e
mi auguro non richiesta – del faro (come definito da un lealista della prima –
e dell’ultima - ora) che mi definisce, in una compiacente intervista, un candidato debole e organico al PD.
Certo la mia debolezza è evidente: l’intera giunta ha dovuto schierarsi per
ottenere la schiacciante maggioranza - di “ben” 14 voti (ne sarebbero bastati 7
in meno per mettere in discussione il risultato). Mentre la sua forza, dopo un mandato, ha subito, come ha confessato, un drastico e repentino calo, tanto da indurlo a non ricandidarsi. Il faro ha fondato un altro partito, tax free - che nulla ha a che vedere con
lavori in corso - nel quale mi sembra ben più evidente la sua organicità rispetto alla mia - inesistente - visto che
non ho tessere del PD e non partecipo a loro riunioni. Ma non
aveva affermato che Pavesi era il candidato ideale perché nel partito democratico avrebbe trovato apprezzamenti? Anche l’acume ed il "fiuto" politico del nostro faro … cambiano, a
seconda della bisogna!
giovedì 19 gennaio 2017
CANTU' CITTA' APERTA
Non è il richiamo alla cinematografia del neorealismo
italiano che mi induce alla citazione contenuta nel titolo: si tratta piuttosto
di un richiamo allo spirito dei canturini, sempre rivolto verso il milanese e
verso le qualità riconosciute che il capoluogo di regione sempre ci ispira: non
solo sotto il profilo economico, ma anche per gli aspetti morali e spirituali
della diocesi cui la città appartiene. Essere aperti significa avere la
capacità per comprendere le nuove problematiche che la complessità ci pone,
adattando le risposte a seconda delle necessità contingenti, senza però perdere
i riferimenti valoriali. Il governo della città non significa solo sostituire le
lampadine con i led o asfaltare le strade (interventi comunque importanti), ma
vuol dire riscoprire i valori della partecipazione nelle scelte, secondo un
principio di sussidiarietà: perché alle opere di arredo o di manutenzione che
riguardano un singolo quartiere deve provvedere la Giunta quando è possibile
che l’assemblea, strumento di cui la nostra maggioranza ha dotato l’amministrazione,
decida con maggiore cognizione di causa? Essere aperti vuol dire riconoscere
che il molteplice non ha risposte univoche e che le decisioni importanti sono
il frutto di processi, anche travagliati, in cui la comunità si interroga sulla
risposta migliore per affrontare i problemi imposti dai tempi. Alle chiusure
sono preferibili le aperture, anche di credito: è in gioco il nostro futuro.
giovedì 12 gennaio 2017
CRESCERE CON L'AMBIENTE
Nel
corso del mandato amministrativo che sta per concludersi si sono individuati alcuni punti qualificanti da cui partire per pensare ad una
città aperta e moderna che vive in un contesto dinamico, pronta a
cogliere ogni opportunità di crescita sociale, culturale ed
economica. Ad esempio il parco regionale che comprenderà la
Brughiera Briantea. Attorno all'idea del parco sono state elaborate,
nel piano di governo del territorio, alcune linee di indirizzo che
hanno previsto strette connessioni con l'area protetta, per la
creazione della rete verde comunale, intesa come un continuum che si
inserisce nel consolidato urbano. Anche l'idea di restituire ampi
comparti del territorio alla propria vocazione originaria, prime
propaggini delle aree a più stretta tutela, ha inteso preservare e
promuovere quei preziosi elementi di naturalità rimasti. Certo Cantù
resta un distretto ad alta densità produttiva, ma i continui
cambiamenti in atto e la necessità di coniugare ambiente ed
economia, possono rappresentare importanti fattori di sviluppo se,
promuovendo le riserve naturali, si colgono le occasioni offerte, ad
esempio, dai fondi europei di sviluppo regionale. Lo scorso dicembre
la Giunta Regionale ha approvato, in tale ambito, secondo le linee
dell'accordo di partenariato Stato-Regioni, un indirizzo che prevede
il finanziamento a fondo perduto per
progetti di
riqualificazione di strutture ricettive e di pubblici esercizi. Sono
disponibili, per le aziende private, fondi sino a 35.000.000 di Euro.
Il secondo passo delle amministrazione è sostenere e coordinare
l'azione di ricerca di fondi comunitari per programmi e progetti che
prevedano anche partenariati pubblico-privato.
lunedì 9 gennaio 2017
COMPETENZE E PARTECIPAZIONE
L’amministrazione degli enti
locali oggi richiede un elevato livello di competenze, molto più che in
passato. Non sono sufficienti l’onestà e l’impegno, che restano dei
pre-requisiti indispensabili. La dimensione del governo locale impone modalità
nuove che devono prevedere moduli organizzativi conformi ad una gestione adattativa
che consideri, da un lato, il drastico calo delle disponibilità finanziarie e
dall'altro le molteplici opportunità offerte dalle semplici sinergie sino agli
accordi con enti, associazioni o comunque soggetti, sia pubblici che privati.
Progettazione e programmazione degli interventi e delle erogazioni
costituiscono, oggi, la chiave di volta sia per costruire rapporti proficui che
per il fund raising. Con una semplice metafora cercherò di chiarire meglio la
mia esposizione, riferendomi alla fisiologia delle piante. Se ad un albero
viene a mancare l’acqua, la prima reazione sarà il disseccamento delle foglie e
dei rami periferici della chioma. Ma nei casi di siccità la sua salvezza non
dipenderà esclusivamente dal ritorno, auspicabile, dell’acqua, ma anche dalla
possibilità che le radici abbiano trovato, in profondità, terreno umido che
consenta la loro sopravvivenza. Si tratta, per le organizzazioni complesse, di
creare meccanismi flessibili che consentano cambiamenti rapidi quando si
rendono necessari per mantenere le proprie finalità. La vera sfida resta però
quella di attivare questi meccanismi coniugandoli alla partecipazione, il punto
nodale della politica che, con i partiti, ha toccato il punto di non ritorno. Fra l'avanzare dell'autoritarismo ed una maggiore partecipazione ed impegno per i
beni comuni, quale appare la soluzione più auspicabile?
martedì 20 dicembre 2016
SEMPLICI RAGIONI
Ho contribuito alla fondazione di Lavori in Corso perché mancavano, nella politica dei partiti, le risposte all'enorme bisogno di cambiamento. Non ho mai pensato alla nostra civica come ad uno strumento, ma piuttosto l'ho ritenuta un fine. La democrazia, il principio insostituibile nell'azione di governo, doveva tornare ad essere partecipazione. La nostra Carta dei Principi la mette al centro, con la condivisione e la collegialità nelle scelte. Il nostro obiettivo non è mai stato sostituirci ad altri nella gestione del potere, ma creare strumenti che lo diffondano e che consentano, come in natura gli enzimi, le reazioni necessarie per l'avvio di circoli virtuosi. La nostra maggioranza ha fatto molto per la Città: certamente più di quanto è stato fatto in passato, quando vi era una disponibilità finanziaria oggi impensabile. Con le poche risorse a disposizione, con un'opera di risanamento della finanza pubblica senza precedenti, sono stati approvati strumenti indispensabili per il governo del territorio, per abbattere le barriere architettoniche, per mettere in sicurezza, con le vasche di laminazione, le aree sensibili ai gravosi allagamenti del passato. Sono stati istitutiti strumenti di partecipazione come le assemblee di quartiere ed i prosindaci, con la modifica dello statuto comunale. Abbiamo mantenuto un elevato livello nell'erogazione dei servizi. Sono solo alcuni degli obiettivi raggiunti. Resta, però, ancora molto da fare. Proprio sul primo principio della nostra civica: la partecipazione e la condivisione nelle scelte per fare finalmente un salto di qualità della coalizione verso quegli orizzonti che abbiamo sempre desiderato in una visione rovesciata della politica: dalla reppresentanza alla democrazia diretta e partecipata. Il percorso è però accidentato e minato da tentazioni verticistiche. La città ha potenzialità enormi cui attingere per tornare ad essere una comunità autorevole e di riferimento per gli altri enti locali. Non deve, però, perdere l'occasione per essere un laboratorio di nuove sperimentazioni politiche, sociali ed economiche, per valorizzare i beni comuni applicando principi e temi partecipativi. Si tratta di dare risposte a problematiche complesse impiegando, a piccole dosi, i nostri strumenti; coinvolgendo, secondo livelli progressivi, il maggior numero di cittadini. Per questo ho segnalato all'assemblea che designerà il candidato Sindaco di Lavori in Corso e Cantù Rugiada la mia disponibilità, su indicazione di alcuni militanti: pur consapevole delle enormi difficoltà di un compito particolarmente gravoso, vorrei garantire la prosecuzione di un processo iniziato nei primi anni del 2000 per attuare una politica nuova, nella sostanza e nello stile.
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