L'attesa pare vana. Ancora nulla all'orizzonte di un panorama politico desolante. Come possiamo credere alla lista di Monti, un grigio contabile che, nella sua agenda, ha inserito esclusivamente il pareggio di bilancio, come fu per Quintino Sella pochi anni prima che Bava Beccaris ordinasse di far fuoco sulla folla che chiedeva il pane? Ora, con Casini, non proprio una verginella di quella vieta politica da tutti, a parole, aborrita, ha smesso, per lo meno, un aggettivo improprio, quel "tecnico" a cui nessuno credeva veramente. Il PD, che ha condiviso questo scorcio di stagione politica deprimente, ha perso ogni credibilità: per quale ragione oggi si candida a governare quando, caduto Berlusconi, aveva l'occasione di dimostrare le proprie capacità e competenze per risollevare il Paese dalla spirale negativa in cui è caduto? Non è forse nei momenti più drammatici che la politica deve dare delle risposte? Ha preferito che altri prendessero decisioni in parte sbagliate, comunque dolorose. Ora reclama a gran voce lo scettro. Che dire di Bebbe Grillo se non che ha rivelato la sua vera natura: un autocrate con il vezzo del copyright, privo di cultura e senza idee, dall'espulsione facile. Di Berlusconi è meglio non parlare. Resta, allora l'amarezza, in questa terra meravigliosa e orribile, di non avere riferimenti politici cui guardare con interesse e speranza. Non resta che ripartire da noi stessi, con le mani nude.
domenica 30 dicembre 2012
sabato 22 dicembre 2012
LE FESSERIE DELLA LEGA
Antonio de Curtis, in arte Totò, in un celebre sketch cinematografico, affermò "Quello che ho detto ho detto. E qui lo nego!" Anche se la comicità non dovrebbe mai connotare l'azione politica, così è Lega a Cantù. Dopo aver proclamato, in campagna elettorale, che erano stati commessi alcuni errori gravi nel mandato di Tiziana Sala (e tra questi la speculazione edilizia incontrollata), dopo essersi astenuti sulla revoca del PGT in Commissione urbanistica (sia pure con il voto favorevole dell'alleato, Paolo Frigerio) ed in Consiglio Comunale, ecco il verdetto finale: quel PGT era da approvare e Lavori In Corso è responsabile del blocco dell'attività edilizia. Brianza dovrebbe però chiarire cos'è la coerenza e sarebbe interessante capire se quel PGT, che non ha votato, costituiva, secondo il suo giudizio, il toccasana per la città. Forse la spiegazione giunge dalle sue stesse parole che dimostrano la non conoscenza della disciplina urbanistica. Forse il Consigliere Brianza non sa che il PGT adottato non è suscettibile di modifiche, se non in modo assai limitato. Come ha recentemente osservato il Consiglio di Stato, a fronte di una scelta urbanistica, a suo tempo ritenuta motivata ed oculata, che ha trovato un’adeguata ponderazione e un ragionevole contemperamento degli interessi contrapposti in sede di istruttoria dello strumento urbanistico, fino alla sua adozione, è censurabile la diversa scelta in sede di approvazione, in assenza di questioni nuove. In buona sostanza non possono essere considerate idonee a modificare l’originale decisione né l’osservazione di un terzo, né il parere della Provincia (se meramente orientativo), né le osservazioni di ASL e ARPA che avevano già trovato soluzione in sede di VAS. Dunque, quelle scellerate decisioni di espandere, ulteriormente la superficie urbanizzata non potevano che essere fermate con la revoca. Diversamente il Consiglio comunale avrebbe dovuto approvare un piano che consegnava la città ad una nuova stagione di ingiustificato consumo di suolo. Dica Brianza se il minore dei mali è il blocco dell'attività edilizia (decretato dalla follia della maggioranza in Regione - Lega e PDL - che ha previsto un termine insensato) per alcuni mesi o la la ripresa dei palazzi nei cortili, in assenza di accessi e di parcheggi. Spieghi Brianza di chi è la responsabilità dopo sette anni di valzer indegni ed un milione di euro gettati dalla finestra. Non si nasconda dietro la barzelletta del segreto: è del tutto evidente che nella fase di indirizzo tocca alla maggioranza individuare gli obiettivi. Infine rinsavisca perché - altro che scuse - alla Lega non basterebbero anni di genuflessioni per farsi perdonare da Cantù quella fiducia mal riposta e quella voglia di cambiamento finita nel lordume dei pranzi di nozze e dei freezer del Trota.
sabato 3 novembre 2012
IL FORMALISMO VUOTO DEL PD CANTURINO E L'INUTILE ALLARME
Antonio Pagani lancia l'allarme: si rischia il blocco totale, secondo il titolo virgolettato (e dunque a lui attribuibile) de "La Provincia". Non spiega, però, in che cosa consisterebbe il blocco e di che cosa. Forse, prima di ingenerare un'ingiustificata ansia nei cittadini occorrerebbe avere qualche informazione (e nozione) in più. Una cosa la si comprende: al PD non interessa in alcun modo il contenuto del piano, né dimostra di avere a cuore il futuro sostenibile della città. Diversamente non avrebbe sostenuto in Consiglio l'approvazione del PGT adottato dalla passata amministrazione che prevedeva una nuova, indistinta ed incontrollata colata di cemento in ogni spazio ancora libero del consolidato urbano, esprimendo voto contrario alla revoca. Non è il principio dell'horror vacui che può guidare le scelte urbanistiche: al contrario, proprio prendendo spunto dal parere della Regione e dal documento di piano del PTR (piano territoriale regionale): "occorre preservare gli ambiti “non edificati”, interni ed esterni al territorio urbanizzato disciplinandoli in ragione delle caratteristiche morfologiche, dei caratteri connotativi del paesaggio, delle presenze vegetazionali e degli utilizzi agronomici, superando il riduttivo concetto di “serbatoio” per i futuri insediamenti". Su questi indirizzi abbiamo lavorato in Giunta, perseguendo, peraltro, gli obiettivi e le linee programmatiche enunciate in Consiglio Comunale. Non vi è alcun segreto da disvelare, ma solo un alacre lavoro con la squadra composta da tecnici dei Settori Urbanistica e Lavori Pubblici. Lavori in Corso intende preservare il territorio per consegnarlo alle future generazioni senza ulteriori ferite. La città deve rinascere proprio dal territorio che ha già pagato un pesante dazio sino al recente passato. Forse il PD canturino, prima di lanciare allarmi del tutto fuori luogo, dovrebbe chiedersi se un provvedimento amministrativo, generale ed astratto, di particolare complessità e che la passata maggioranza non ha approvato in sette anni di mandati amministrativi (con una spesa superiore al milione di euro) debba essere approvato nonostante tutto e ... a dispetto del suo contenuto! Il PD, che come sempre ripete in Consiglio, era pronto a governare, avrebbe consegnato la città, con il piano adottato dalla passata maggioranza, ad un futuro di nuove, incontrollate edificazioni? Dal tono dell'intervento sul quotidiano locale pare proprio di si, pur di preservare il rispetto del termine del 31 dicembre. Un termine che, secondo il PD canturino, una delibera di Giunta Regionale avrebbe modificato prevedendo l'adozione del PGT in luogo dell'approvazione, per evitare che il PRG perda efficacia. Vorrei solo richiamare l'attenzione sul principio della gerarchia delle fonti per sfatare tale affermazione. Solo un provvedimento legislativo (non intervenuto) può modificare l'art. 25 della L. 12/2005 che, attualmente, prevede entro la data del 31 dicembre l'approvazione e non la semplice adozione del piano. La delibera di Giunta esprime semplicemente una proposta che toccherà al Consiglio Regionale dimissionario eventualmente approvare. Evidentemente l'obiettivo resta quello di giungere all'approvazione definitiva nel termine più breve possibile, purché sia preservato l'ambiente, il territorio ed il futuro sostenibile di Cantù.
lunedì 20 agosto 2012
COSE NUOVE
L'intervento di Francesco Pavesi dà il senso del cambiamento profondo di cui vogliamo essere testimoni a Cantù.
Vi ringrazio per l'invito ad essere con voi in questo giorno di chiusura del tempo di preghiera e digiuno del Ramadan; al mio saluto aggiungo quello del Sindaco Claudio Bizzozero e dell'intera amministrazione di Cantù. Colgo l'occasione per rivolgere a voi e a tutti i canturini di fede islamica che in questo giorno festeggiano in altri luoghi l'auspicio che, con il contributo di tutti, Cantù possa diventare città di dialogo e pace, luogo di pacifica convivenza delle differenze. Proprio la fede che oggi celebrate può diventare, liberata da ogni maschera di odio e pregiudizio, motivo di concordia e vicinanza, anche riscoprendo la comune radice nel patriarca Abramo e compiendo un cammino di conoscenza che libera dall'ignoranza reciproca e dal pregiudizio. Vi invito ad essere protagonisti nella costruzione della nostra città, come leggevo questa mattina in un'intervista ad un imam tunisino di Milano "siate cittadini, non stranieri". Avviciniamoci nel reciproco riconoscimento che si fonda sul rispetto delle regole, nella costruzione di uno spazio di ascolto e conoscenza che superi le incomprensioni, nella solidarietà attenta alle necessità di chi è più nel bisogno.
Buona festa!
Francesco PavesiVicesindaco di Cantù
Cantù, Campo solare 19 agosto 2012
venerdì 10 agosto 2012
IN CLARIS NON FIT INTERPRETATIO
Non è mio costume ricorrere ad antichi brocardi per esprimere ciò che penso, ma ho ritenuto che non vi fosse locuzione migliore per esprimere la sorpresa di tanti fraintendimenti che nascono da interpretazioni erronee o in malafede. Ciò che è chiaro, dicevano gli antichi, non va interpretato ed in tal senso il comunicato dei giorni scorsi, condiviso con Francesco Pavesi ed Emilio Arnaboldi, non necessita di precisazioni o traduzioni. Abbiamo voluto chiarire che Lavori In Corso non ha infranto alcun patto con le forze politiche che ci hanno sostenuto. Resta inteso (ma è necessario ribadirlo?) che Claudio Bizzozero gode della nostra stima e fiducia che non sono mai state revocate in dubbio. La nostra formazione, autenticamene democratica, sui temi essenziali si esprime attraverso l'Assemblea. Abbiamo, dunque, voluto precisare che il discorso del Sindaco in Consiglio non costituiva la denuncia del patto elettorale. Al contrario era doveroso chiarire al PD che i punti programmatici condivisi restano tali e che è un errore politico determinare il voto sulla revoca in base ad un moto di stizza e non invece secondo un percorso coerente, che trae origine dal passaggio in Commissione Urbanistica. Le discussioni e le conseguenti deliberazioni sono sul merito dei temi affrontati in Consiglio. Resta un ultimo doveroso inciso sulla querelle relativa a Vitaliano Colombo. L'ho invitato, in occasione della festa del 2 giugno, a far parte, nell'interesse della città, del gruppo informale di studio per la redazione del PGT e l'ho chiamato alcuni giorni più tardi ribadendogli l'invito. Colombo afferma di non aver più saputo nulla sino alla fine di luglio. Le cose non stanno affatto così: al contrario sapeva bene che i problemi erano esclusivamente interni alla sua forza politica. Solo quando ha comunicato di aver superato le diatribe interne, ho scritto a lui e ad Antonio Pagani confermandogli la mia intenzione di costituire il gruppo che non poteva che cominciare a funzionare dopo la revoca del PGT. Al termine del Consiglio Comunale mi ha comunicato la sua rinuncia. Non ha perso tempo, invece, per criticare la scelta della revoca, con argomentazioni assolutamente non condivisibili sul piano giuridico, contraddicendo le sue stesse affermazioni. Asserisce che il PGT poteva e doveva essere approvato sulla base dei pareri espressi dalla Provincia e dalla Regione, dimenticando che, in quel modo, avremmo consentito un ulteriore, ingente consumo di suolo. Evidentemente solo revocando il PGT si poteva intervenire incisivamente garantendo il principio partecipativo per coloro che, confidando nel piano adottato, non avevano espresso le proprie osservazioni. In aggiunta Colombo dimostra di non conoscere le linee programmatiche di Lavori In Corso quando afferma che sacrificheremo il principio di partecipazione per cogliere l'obiettivo primario di contenere il consumo di suolo, addirittura violando la legge regionale. Le cose non stanno affatto in questi termini e sono meravigliato dal livello argomentativo: resta evidente che nella predisposizione del PGT, che costituisce un provvedimento amministrativo tipico e predeterminato per legge, rispetteremo i principi partecipativi ed offriremo livelli certamente superiori rispetto a coloro che ci hanno preceduti, ma non potremo inaugurare la stagione dell'urbanistica partecipata in cui crediamo fermamente che è ben altro rispetto alle previsioni della legge regionale. Ma questo Colombo non lo sa....
lunedì 6 agosto 2012
UNA PRECISAZIONE DOVEROSA
In relazione all'intervento del Sindaco, nel corso del Consiglio Comunale del
3 agosto scorso, è nostra intenzione esprimere alcune doverose
considerazioni. La Giunta ed i consiglieri
di maggioranza, nei due mesi dall'insediamento, hanno operato all'unisono e con
grande impegno sulle rilevanti tematiche
ereditate dalla passata amministrazione che, irresponsabilmente, ha portato in
adozione un PGT che sapeva di non riuscire a completare nel suo iter e
non ha approvato il bilancio consuntivo e preventivo nei tempi prescritti dalla
legge e dalle regole di buona amministrazione. Il bilancio ed il documento di
programmazione economica sono stati approvati per consentire la continuità
dell'azione amministrativa, ben consci di avere, per il futuro, ampi margini di
miglioramento sotto il profilo partecipativo e programmatico. Abbiamo revocato
il PGT dopo un lavoro di analisi e discussione assai serrati e la puntuale
motivazione della revoca è stata condivisa dall'unanimità dei commissari (di
maggioranza e opposizione) che hanno espresso il loro voto in Commissione
Urbanistica. La nostra intenzione è quella di rispettare gli accordi
sottoscritti con le forze politiche che hanno voluto sostenerci durante la
campagna elettorale. Continuiamo a condividere gli obiettivi che quegli accordi
si proponevano e non vi sono ragioni, da parte nostra, per agire diversamente,
non essendosi, sul punto, espressa l'Assemblea di Lavori in Corso. Non vi sono
fatti nuovi o valutazioni diverse che possano, in qualche modo, influire sugli
impegni assunti. Non ci spieghiamo, comunque, la scelta del P.D. di mutare il
voto espresso in Commissione Urbanistica trattandosi di un tema importante che
deve essere condiviso nel merito, al di là dell'intervento in Consiglio del
Sindaco che non inficiava il percorso argomentativo della revoca. Allo stesso
modo riteniamo frettolosa la scelta di Vitaliano Colombo di ritirare la propria
disponibilità a collaborare per la stesura del nuovo PGT, rinnovandogli la
richiesta, nell'interesse della Città, di
portare il proprio contributo di esperienza e competenza.
Vincenzo Latorraca
Francesco Pavesi
Emilio Arnaboldi
venerdì 27 luglio 2012
LAVORARE STANCA
Ritorno dopo la vittoria elettorale e l'immersione totale nella cosa pubblica. Ci attende un lavoro titanico. Prendersi cura della città, come non accadeva da decenni, è un impegno gravoso ed una scommessa. Certo, il momento non è dei più felici: la situazione economica più grave dalla crisi del '29, un'apparato amministrativo lasciato a sé stesso da chi ci ha preceduto, un indebitamento pari al bilancio. Senza considerare le condizioni della finanza locale, con la cessazione dei trasferimenti dallo stato e la necessità di applicare nuove e onerose imposte per mantenere un livello accettabile dei servizi e la morsa insensata del patto di stabilità interna. Abbiamo dovuto approvare il bilancio consuntivo e preventivo che la precedente maggioranza non ha inteso approvare alle scadenze previste ed abbiamo dovuto predisporre la revoca del PGT che invece Lega e PDL hanno adottato pur sapendo che non l'avrebbero approvato. Ora ci attende un'intensa attività di programmazione che dobbiamo condividere, nei suoi elementi essenziali, con l'Assemblea. E' solo il primo passo...
Iscriviti a:
Post (Atom)






