venerdì 17 maggio 2013

E' LA STAMPA BELLEZZA! E TU NON CI PUOI FARE NIENTE!


Lettera alla Provincia

Caro Marletta,

devo dirle subito, d'acchito, che la non condivido la sua linea editoriale: titoli a sensazione, a volte addirittura contrari al contenuto dell'articolo o con semplificazioni che non rendono giustizia al lavoro dei redattori. Questo, peraltro, rientra nel suo ambito operativo e non mi permetto di sindacare le sue decisioni, anche se le ritengo davvero criticabili. Devo però aggiungere un episodio specifico che davvero mi sorprende e mi sconcerta. Nei giorni scorsi avevo preso accordi con Silvia Cattaneo ed altri suoi colleghi per mostrare l'ottimo lavoro svolto dall'ufficio (per la prima volta in Provincia e non mi risultano precedenti analoghi in Regione) ed evidenziare due aspetti davvero positivi per la città: la redazione del PGT con risorse interne come prevede la legge (da sempre disattesa) in un periodo temporale davvero ristretto (se lo si confronta con quanto avvenuto in precedenza). Mi premeva mettere in rilievo soprattutto la valorizzazione delle competenze interne e la coralità del lavoro, davvero complesso, eseguito dall'Ufficio di Piano da noi costituito. Ne è uscito, invece, il solito articolo con titolo a sensazione sul blocco dell'attività edilizia. Sono davvero deluso e delusi sono anche i dipendenti del Comune che con spirito di servizio ed abnegazione si sono prodigati per elaborare lo strumento urbanistico. Oggi, giusto per completare il quadro, ecco un ulteriore grave imprecisione laddove, riferendo dell'incarico affidato al Prof. Cosma, lo si indica come "saggio", nonostante avessi chiarito a Silvia Cattaneo che il docente è esperto di analisi economico-finanziaria e non deve esprimere pareri o perle di saggezza, ma semplicemente eseguire un'analisi del piano economico-finanziario allegato alla convenzione, per verificare se quanto formulato in via ipotetica dall'Avcp trova un'effettiva rispondenza.
Prosegua pure come crede, continuando a non distinguere azioni e comportamenti, inserendo tutto nel tritacarne mediatico della malapolitica, ma è evidente che le sue regole non prevedono la mia partecipazione.

domenica 21 aprile 2013

A OVEST NULLA DI NUOVO


Torna Napolitano. Quello stesso Presidente che, con la scelta del Senatore Monti, ha avviato l'insensata stagione del rigore senza crescita, ricetta applicata dal Fondo Monetario Internazionale ai paesi in via di sviluppo ed i cui effetti stiamo drammaticamente vivendo sulla nostra pelle. Eppure, con un gesto di coraggio ed umiltà (e solo ora ne comprendo - sono tardo, lo confesso - la grandezza) Papa Ratzinger aveva indicato la via. Napolitano, purtroppo, non è Ratzinger ed i segni dei nostri politici non sono profetici, né salvifici.

mercoledì 6 marzo 2013

I GRILLI E LE CICALE: SE LE FORMICHE SEGNANO IL PASSO

Non è il trattato di un entomologo, ma oggi la politica ha bisogno del suo bestiario. Le cicale, secondo la nota favola di Esopo sono dissennate e vivono al momento senza prefigurarsi il domani. La vita è fatta di quotidiano e non resta che cantare e sollazzarsi. Mentre le formiche segnano il passo, irrompono i grilli con il loro assordante frinire. Nessuno, però, si carica il fardello. La morale: il cambiamento non sembra aver provocato quanto le formiche speravano. Fuor di metafora oggi la politica non solo non è in grado di risolvere alcun problema, ma contribuisce ad avvitare il Paese su stesso. Un enorme, intricato nodo gordiano copre l'orizzonte temporale e mentre gli enti locali boccheggiano e devono farsi carico dei propri cittadini, le discussioni sono sterili e senza via di uscita. Permettetemi di citare il sempre in auge proverbio "non si può cavar sangue da una rapa". Grillo è un attore comico di successo. Non ha alcun percorso politico, i suoi militanti, così abili sul web, non hanno dimestichezza con assemblee e metodo democratico. Non hanno mai amministrato, neppure una circoscrizione, ma siedono in Parlamento. Cosa possiamo distillare da questi ingredienti? Dam a trà, dicevano un tempo dalle nostre parti, lassa stà, partiamo da altro: da quanto ci resta saldo nelle mani e con sacrificio torniamo ad  occuparci degli enti più vicini alla comunità, anche se costa molto, senza alcun ritorno che non sia fegato amaro. Ci sono tegole che cascano quando meno te lo aspetti, abitudini inveterate che è dura scalfire, uno stato centrale ottuso ed asfissiante. Ma chi ve lo ha fatto fare? Domanda qualcuno. Altri, invece, pensano a chissà quali reconditi vantaggi o a quali indennità di carica. Non è possibile, forse secondo i più, che ci animi soltanto lo spirito di servizio e la passione per il progetto politico che da oltre 10 anni coltiviamo. Eppure è così: siamo semplicemente e lucidamente folli.

venerdì 22 febbraio 2013

AL TRAMONTO



la campagna elettorale si chiude. La peggiore degli ultimi anni. Mentre i nostri orizzonti si restringono ed i valori ideali divengono vacui ed imperscrutabili, avanza il retro pensiero che nella democrazia vede una difficoltà in tempo di crisi. Il parlamento ha conservato una legge elettorale indegna, che lascia scegliere i candidati ai proprietari dei partiti. I personaggi del triste spettacolo andato in scena non hanno neppure accettato il confronto. Ognuno ha parlato per sè. Grillo non ammette il dissenso interno: il copyright gli consente di estirpare chi non si allinea. La critica feroce, spesso, coglie nel segno, ma a chi affiderebbe le sorti del Paese? Il signor B è ineffabile nell'ipertrofia dell'immagine deformata da chirurgie plastiche e trapianti, mentre l'altro B dispensa manciate di macabro realismo. Monti, nell'afasica enfasi della pretesa distinzione, abbraccia l'altra faccia del primo B, quegli "ini" che vorrebbero apparire nuovi, mimetizzati tra le fila del professore, nonostante la pluriennale anzianità di servizio. Ci sono poi comprimari di destra e di sinistra che cercano un'improbabile spazio al sole. Qualcuno mi dice che voterá Grillo (avendo perso ogni fede politica); qualcun altro pensa al Professore, mentre quelli che si professano realisti vedono Bersani come il male minore. Gli irriducibili pensano ad Ingroia e non capisco se li solletichi il nome, rivoluzione civile, o l'appartenenza alla magistratura. Nessuno, sino ad ora, mi detto che voterà B. Ma forse questo dipende dalle mie frequentazioni. Dovrei chiudere con un messaggio di speranza...
Una persona la conosco. É per bene e non ho difficoltà ad ammettere che se andrò a votare lo devo a lui, a Mauro Oricchio, che ha inteso cimentarsi alla regionali. Qui ancora funziona la preferenza. La regione resta pur sempre la realtà più vicina e mi auguro che possa cambiare. Del resto diverso è possibile.

domenica 27 gennaio 2013

COSA CI ATTENDE


Forse non tutti sanno quale compito grave ci è attribuito dai tempi, davvero opachi, che viviamo. Credo sia giusto che si sappia con quale difficoltà oggi si amministrano i comuni, con le difficoltà legate al dialogo necessario, ma difficile con l'apparato che, da tempo, in una deriva autistica, è involuto in sé stesso. Non è facile far comprendere la necessità di cambiare quando gli amministratori, da tempo, avevano un unico scopo: privilegiare l'inutile soliloquio e la propria immagine riflessa in vista di un futuro, del tutto incerto, di possibile evoluzione politica. Si aggiunga la continua progressiva diminuzione delle autonomie (nonostante la Lega!) con la sottrazione delle competenze e la fustigazione progressiva dettata dal patto di stabilità che costringe i comuni, come il giogo per i buoi, a tirare verso un'unica, frustrante direzione, senza neppure avere la possibilità di avviare l'atteso cambiamento. Ma a noi è toccato anche constatare quanto idiotismo si cela nei governanti regionali che hanno imposto, caso unico in Italia, una legge urbanistica a tempo per "punire" i comuni riottosi ed i cittadini con il blocco dell'attività edilizia in anni di tremenda crisi strutturale dell'economia. Ce ne sarebbe abbastanza per abbandonare la nave, senza temere processi o colpi di coda. Ma il senso di responsabilità ed il sogno di una città diversa restano sullo sfondo, a portata di mano. Come pensare di lasciare proprio adesso. Con un piccolo cedimento al fatalismo nietzschiano, occorre rinunciare  ad interpretare la vita, con l'illusione di controllarne ogni risvolto, per accettarla  con la semplicità d'un fanciullo che ancora conserva desideri, speranze del futuro migliore che ci attende.  

domenica 30 dicembre 2012

diverso è possibile: L'arida terra di nessuno

diverso è possibile: L'arida terra di nessuno: L'attesa pare vana. Ancora nulla all'orizzonte di un panorama politico desolante. Come possiamo credere alla lista di Monti, un grigio ...

L'ARIDA TERRA DI NESSUNO


L'attesa pare vana. Ancora nulla all'orizzonte di un panorama politico desolante. Come possiamo credere alla lista di Monti, un grigio contabile che, nella sua agenda, ha inserito esclusivamente il pareggio di bilancio, come fu per Quintino Sella pochi anni prima che Bava Beccaris ordinasse di far fuoco sulla folla che chiedeva il pane? Ora, con Casini, non proprio una verginella di quella vieta politica da tutti, a parole, aborrita, ha smesso, per lo meno, un aggettivo improprio, quel "tecnico" a cui nessuno credeva veramente. Il PD, che ha condiviso questo scorcio di stagione politica deprimente, ha perso ogni credibilità: per quale ragione oggi si candida a governare quando, caduto Berlusconi, aveva l'occasione di dimostrare le proprie capacità e competenze per risollevare il Paese dalla spirale negativa in cui è caduto? Non è forse nei momenti più drammatici che la politica deve dare delle risposte? Ha preferito che altri prendessero decisioni in parte sbagliate, comunque dolorose. Ora reclama a gran voce lo scettro. Che dire di Bebbe Grillo se non che ha rivelato la sua vera natura: un autocrate con il vezzo del copyright, privo di cultura e senza idee, dall'espulsione facile. Di Berlusconi è meglio non parlare. Resta, allora l'amarezza, in questa terra meravigliosa e orribile, di non avere riferimenti politici cui guardare con interesse e speranza. Non resta che ripartire da noi stessi, con le mani nude.